L’opinione sportiva: PERCHÉ I CAMBI ILLIMITATI POTREBBERO CAMBIARE IL CALCIO


Un’idea che potrebbe risolvere alcuni problemi ma che nasconde delle insidie da non sottovalutare.

C’è qualcosa di affascinante nell’idea che ogni giocatore possa essere sostituito, che nessuno resti “bloccato” per 90 minuti contro la fatica, il crampo o un calo fisico. Parliamo di cambi illimitati, una proposta che ha iniziato a serpeggiare fra discussioni tattiche, richieste sindacali, desideri di spettacolo e di tutela del giocatore.

Quello che dobbiamo fare è capire non se sia un’idea “bella” in astratto, ma se può davvero servire al calcio di oggi e quali effetti avrebbe.
Da luglio 2022 sono diventati permanenti i cinque cambi, un passo importante verso una maggiore flessibilità nella gestione degli organici e dello sforzo fisico, con conseguente minor rischio di infortuni.

Un calcio sempre più fisico con un calendario più pieno (campionati, coppe, nazionali) potrebbe portare ad adottare questa soluzione che tutelerebbe i giocatori, lo spettacolo e gli allenatori che non perderebbero continuamente giocatori di qualità per problematiche fisiche.

Oni innovazione, tuttavia, porta con sé compromessi. Va messo in conto un maggiore spezzettamento del flusso di gioco, un’identità di squadra più indebolita e un sempre maggiore dislivello tra big e le altre squadre. Il prezzo del cambiamento.

Detto questo, cambiare non dev’essere un tabù: il calcio può evolversi, adattarsi, innovare pur restando se stesso. Ogni modifica porta opportunità e insidie, ma è proprio nel modo in cui le gestiamo che vediamo se siamo pronti a crescere.

I cambi illimitati nel calcio non sono soltanto una curiosità regolamentare. Potrebbero cambiare il modo in cui giochiamo, alleniamo, tifiamo e migliorare lo spettacolo.

Stefano Villa – reporter cooperator

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