Il Vescovo di Biella si appresta ad officiare la Liturgia Eucaristica di Domenica 2 agosto 2026 in occasione del Perdono di Assisi i Custodi del Tempio Civico della Città di Biella ovvero i frati francescani Oscar e Martin officeranno le Sante Messe della Domenica delle ore 9.00 e 12.00 e 18.00 . Al sabato la prefestiva delle ore 18.00 .
COS’E’ IL PERDONO DI ASSISI?
ll Perdono di Assisi, concesso dal Signore per intercessione della Vergine Maria a San Francesco dopo una notte di preghiera, è il perdono totale di tutte le colpe e le pene, in cielo e in terra, dal giorno del battesimo fino a quando lo si ottiene.
Può essere richiesto per sè o per i defunti dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno nel seguente modo:
– Accostarsi al sacramento della Confessione per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
– partecipare alla S. Messa e ricevere la Comunione Eucaristica;
– visitare la chiesa della Porziuncola o un’altra chiesa francescana o la chiesa parrocchiale, per recitare alcune preghiere, in particolare:
— Il Credo
— Il Padre Nostro
— Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (ad es. Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre)
La comunione e le preghiere devono essere fatte lo stesso giorno in cui si ottiene l’indulgenza.
LA STORIA DEL PERDONO DI ASSISI – Festa di Santa Maria degli Angeli
– Dalle Fonti Francescane (cfr FF 3392-3399)
Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione della chiesetta della Porziuncola presso Assisi, quando improvvisamente rifulse nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli.
Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai.
Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta.
Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione.
Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?” e Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”.
E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”.
E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola!
Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.
E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell’Umbria e al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.
Comunicato Stampa
