Approvato oggi dal Consiglio regionale un pacchetto di un emendamento e due Ordini del Giorno, presentati da Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza amministrativa, sostenere gli enti locali e favorire la riqualificazione del territorio, collegati al Disegno di legge regionale n. 136 sulle aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Bartoli è anche relatore del provvedimento in Aula.
«L’intervento legislativo – ha detto Bartoli durante la sua relazione in Consiglio regionale – rappresenta un tassello fondamentale del percorso di transizione energetica che interessa l’intero Paese e che vede il Piemonte chiamato a contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati al 2030».
«Questa nuova norma si fonda sul principio dello sviluppo sostenibile – ha proseguito Bartoli -, nella consapevolezza che la transizione energetica non possa essere perseguita esclusivamente attraverso un incremento quantitativo della produzione di energia da fonti rinnovabili, ma debba realizzarsi attraverso un corretto bilanciamento tra esigenze ambientali, sviluppo economico, salvaguardia del suolo agricolo e tutela delle comunità locali».
L’emendamento approvato dall’Aula dispone che la Giunta regionale pubblichi annualmente i dati aggregati sull’attuazione della legge, per garantire maggiore trasparenza e consentire una più efficace programmazione degli investimenti pubblici e privati. Il primo Ordine del Giorno impegna la Giunta regionale a sostenere concretamente i Comuni di minori dimensioni, in particolare fino a 3mila abitanti, promuovendo forme stabili di collaborazione tra Regione, Province, Città metropolitana, Unioni di Comuni ed Enti locali per affrontare le nuove attività tecniche richieste dalla normativa, dal monitoraggio degli impianti alla gestione delle informazioni territoriali. Il secondo Ordine del Giorno impegna, invece, la Giunta a valutare, nell’ambito del futuro Piano stralcio sulle fonti energetiche rinnovabili, strumenti che incentivino il recupero di cave dismesse, discariche, siti contaminati e altre aree compromesse che non presentino tutte le caratteristiche tecniche necessarie per la realizzazione degli impianti.
«La transizione energetica è una sfida che dobbiamo affrontare con equilibrio e pragmatismo – commenta Bartoli -. È importante che avvenga con regole chiare, trasparenza amministrativa e strumenti adeguati per gli Enti locali. Non possiamo chiedere ai piccoli Comuni di gestire procedure sempre più complesse senza metterli nelle condizioni di farlo. La transizione energetica rappresenta anche un’occasione di rigenerazione ambientale: il percorso legislativo rappresenta un’occasione per costruire un modello piemontese di sviluppo delle fonti rinnovabili capace di coniugare gli obiettivi della transizione ecologica con le esigenze delle comunità locali, della pubblica amministrazione e del sistema produttivo».
