Un ragazzo che ha trovato nella pallacanestro il modo migliore per tenersi lontano dai guai, ma Carmelo Anthony è stato un vero fuoriclasse del gioco.
Quando nasci dentro un Project di Red Hook, quartiere di Brooklyn non lontano da Manhattan dove la povertà la fa da padrone, devi avere una grande forza di volontà per rimanere lontano dai problemi e, soprattutto, trovare la propria strada: Carmelo Anthony l’ha trovata nella pallacanestro.
La sua infanzia è contrassegnata dalla morte del padre Carmelo senior, portoricano d’origine, stroncato dal cancro quando lui aveva solamente due anni. Fin da bambino Anthony mette in mostra una predisposizione unica per il basket che esplode letteralmente al college sceglie Syracuse dove vince il titolo NCAA del 2003, il trampolino di lancio verso la NBA.
É il Draft di LeBron James, quindi Carmelo Anthony viene scelto con la 2…, no, perchè prima di lui viene chiamato anche Darko Milicic, prospetto che non rispetterà le attese. Buon per Denver che al terzo posto non se lo lascia scappare.
Nelle otto stagioni con i Nuggets Carmelo diventa una stella NBA affermata, ma a livello di squadra manca sempre l’ultimo step per lottare ai vertici. Il 22 febbraio 2011 Anthony torna a casa per indossare la maglia dei New York Knicks. Nella Grande Mela rimarrà sei anni diventando un idolo dell’esigente pubblico dei Knicks, ma il titolo rimane un obiettivo impossibile da raggiungere.
Le successive esperienze con OKC, Portland, Houston e Los Angeles Lakers sono utili per vedere gli ultimi lampi del suo talento cristallino, ma non portano in dote possibilità concrete di lottare per l’anello.
Andrà meglio con Team USA con cui vince tre ori olimpici consecutivi tra il 2008 e il 2016, ma nel 2022 a 38 anni dice basta: è attualmente al decimo posto nella classifica all-time dei migliori marcatori della NBA.
La sua classe offensiva è qualcosa che si è vista raramente anche in una lega di grande qualità come la National Basketball Association, forse non ha mai avuto a disposizione un supporting cast di un certo livello nel momento di massimo splendore.
Rimarrà un grande rimpianto non averlo visto lottare per il titolo NBA, ma Carmelo Anthony rimane uno dei primi della pista di un periodo storico ricco di talento e classe.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: CARMELO ANTHONY, GENIALITÀ IMPERFETTA
