L’opinione sportiva: QUELLA VOLTA CHE ROBERTO DI MATTEO FU L’OPPORTUNISTA SUPREMO

Sapersi trovare al posto giusto nel momento propizio è molto importante nello sport come nella vita. Lo insegna Roberto Di Matteo.

Nella vita saper sfruttare al massimo le occasioni che ci vengono concesse è fondamentale. Il protagonista dell’opinione sportiva di oggi è l’esempio supremo di questo concetto: Roberto Di Matteo, allenatore del Chelsea campione d’Europa nel 2011/12.

Centrocampista di grande temperamento nato in Svizzera da una famiglia di emigrati italiani, Di Matteo arriva in Premier League al Chelsea nel 1996 dopo un’esperienza importante alla Lazio. Grandi capacità di inserimento che lo fanno apprezzare dai suoi allenatori, un’empatia che tornò molto utile quando venne scelto come sostituto di Andrè Villas Boas sulla panchina dei Blues.

Nel settembre del 2000 una tripla frattura alla gamba segna in maniera indelebile la sua carriera portandolo al ritiro a soli 32 anni, ma questo problema si trasforma in opportunità quando viene chiamato, nel 2008, ad allenare l’MK Dons in League One (la nostra Serie C).
Nel 2009 porta il West Bromwich in Premier League mettendo in mostra tutte le sue capacità in questa nuova veste.

Nel giugno 2011 torna al Chelsea come vice di Villas Boas e il 4 marzo 2012 prende il posto del portoghese dando inizio a tre mesi semplicemente incredibili. In quel finale di stagione vince l’FA Cup contro il Liverpool e, soprattutto, la prima Champions League del club inglese superando in finale il Bayern Monaco all’Allianz Arena. Una storia fantastica che ha segnato il punto più alto della carriera da manager di Roberto Di Matteo.

Il 22 novembre 2012, solamente sei mesi dopo la vittoria di Monaco di Baviera, Di Matteo paga una partenza difficile in Champions e viene sostituito da Rafa Benitez, una storia che in casa Blues si ripete con una certa continuità da troppi anni.

É la fine di un sogno che ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia importante saper sfruttare al meglio ogni minima opportunità che ci viene concessa nella vita perché possiamo vivere emozioni uniche e irripetibili.

Stefano Villa – reporter cooperator

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