Ludovico Geymonat nacque a Torino l’11 maggio 1908. Suo padre, Giovanni Battista, era un geometra liberale e antifascista di origini valdesi; sua madre, Teresa Scarfiotti, era una donna cattolica molto devota. Ludovico conseguì la laurea in filosofia nel 1930 presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi intitolata Il problema della conoscenza nel positivismo e discussa con il professor Annibale Pastore; inoltre ottenne la laurea in matematica nel 1932 con una tesi dal titolo Sul teorema di Picard per le funzioni trascendenti intere discussa con il docente Guido Fubini. Ludovico Geymonat fu assistente di Analisi Algebrica nell’Università di Torino, ma, avendo rifiutato l’iscrizione al partito fascista (cioè di prendere la cosiddetta “tessera del pane”), fino al momento della caduta del regime si vide preclusa l’opportunità di una carriera accademica o di insegnamento statale. Nel 1938 Ludovico Geymonat sposò Virginia Lavagna; da questo matrimonio nacquero cinque figli: fra di essi segnaliamo Mario Geymonat, filologo e studioso di Virgilio, e Giuseppe Geymonat, matematico. Iscritto clandestinamente al partito comunista, nel 1940 Ludovico Geymonat cominciò a insegnare matematica nella scuola privata “Giacomo Leopardi” di Torino (quella dove Cesare Pavese insegnava italiano). Durante la seconda guerra mondiale, Geymonat fu partigiano nella centocinquesima brigata “Carlo Pisacane”, nella quale assunse il nome di battaglia Luca; una volta tornata la pace, Ludovico Geymonat proseguì il suo impegno politico: fu infatti assessore comunista nel comune di Torino dal 1946 al 1949. Dopo il secondo conflitto mondiale Geymonat insegnò filosofia nelle università di Cagliari, Pavia e Milano. Geymonat per qualche anno fu capo redattore del quotidiano l’Unità e nel 1963 iniziò a dirigere la collezione di classici della scienza della casa editrice torinese Utet. Geymonat rimase vedovo nel 1983; l’anno successivo sposò la francese Gisèle Fontugne, che gli fece da traduttrice e segretaria. A causa di una banale frattura al braccio, Ludovico Geymonat fu ricoverato all’ospedale di Passirana di Rho; ma sopravvenne una complicazione polmonare e il nostro si spense il 29 novembre 1991, all’età di ottantatré anni.
Dopo aver dato uno sguardo alle vicende biografiche di Ludovico Geymonat, prendiamo ora in esame il suo pensiero. Le opere principali di Geymonat sono: Studi per un nuovo razionalismo (1945), Saggi di filosofia neorazionalistica (1953) e Filosofia e filosofia della scienza (1960). Geymonat ebbe uno stile di pensiero razionalista ateo; il suo filosofare può essere inquadrato nel filone del neopositivismo, da lui rielaborato nell’ottica della tradizione marxista. I principali temi teorici a cui Ludovico Geymonat si interessò sono la causalità, la probabilità, il continuo e l’intuizione, tutti temi centrali nell’epistemologia. Secondo Geymonat, la verità è approssimazione continua alla realtà delle cose ed è legata a una prospettiva sempre aperta di progresso della conoscenza. Nel 1985 l’Accademia dei Lincei ha conferito a Ludovico Geymonat il Premio Feltrinelli per la filosofia. Inoltre Geymonat è autore di un manuale di storia della filosofia per licei, che è stato adottato da numerosi insegnanti.
Michel Camillo – membro della redazione
