La Generazione BOOMER e L’AMBIENTE di Roberto Pareschi


Su questo argomento devo decisamente fare un mea culpa a nome mio e di tutta la mia generazione (e probabilmente anche di alcune generazioni future).
La tutela dell’ambiente purtroppo non è mai stata una nostra priorità e le sue terribili implicazioni erano ai nostri ingenui occhi del tutto inesistenti.
Stupidamente si riteneva che l’acqua fosse una risorsa inesauribile. Che il mare potesse tranquillamente ricevere e nascondere i nostri rifiuti solidi e liquidi. Che la presenza di anidride carbonica nella atmosfera non fosse in nessun caso un problema. Che infine i depuratori all’epoca quasi inesistenti fossero in ultima analisi uno spreco o peggio ancora una “ sfizio” di pochi individui che iniziavano a immaginare il futuro in cui oggi purtroppo ci troviamo a vivere.
Eravamo insomma colpevolmente ignoranti di tutte le conseguenze che questa incuria avrebbe provocato.
Consideravamo in ultima analisi l’ambiente come uno strumento a nostra disposizione per sfruttarlo, piegarlo alle nostre esigenze, maltrattarlo senza subirne conseguenze.
Del resto non esisteva assolutamente un modello di vita a cui riferirsi per comprendere quali errori stessimo facendo.
O forse più semplicemente non volevamo vederlo.
Lo ammetto. Quelle accusa che oggi spesso si ascoltano sulla generazione del “boom” almeno su questo tema hanno un valido fondamento.
Oggi ho fatto ammenda. Cerco di rispettare tutte le sacrosante regole che il mondo si è dato per evitare la catastrofe.
Provo a mettere in pratica la mia personale rivoluzione e “faccio rigorosamente la differenziata”. Non uso acqua oltre il necessario. Mi sono convertito ad auto ibride o elettriche. Spengo le luci non necessarie.
Guardo, sperando che non sia ormai troppo tardi, alle manifestazioni spesso eclatanti di alcuni giovani che tentano di sensibilizzare l’opinione pubblico sul prossimo annunciato disastro.
Si tratta talvolta di gesti spropositati ma purtroppo è anche spropositato ciò che stiamo vivendo e ciò che tra non molto ci troveremo a sopportare.

Roberto Pareschi-reporter cooperator contg.news

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