Treviso è una cittadina a soli venti minuti da Venezia, eppure è quasi sconosciuta dai numerosi turisti che popolano il capoluogo lagunare. I viaggiatori che vi giungono saranno piacevolmente ricompensati dalla scoperta di una città incontaminata e amichevole, dai ritmi rilassanti e molto più economica di Venezia.
Treviso è composta da antichi canali, piazze rinascimentali e case con facciate affrescate. È una città molto elegante di origine medievale, meta ideale di un weekend rilassante in Veneto. Il suo centro storico murato è costellato da strade acciottolate, chiese medievali, palazzi in mattoni rossi e piccoli canali antichi in grado di collegare edifici, giardini e piazze che narrano un passato ricco di tradizioni e di storia.
Il labirinto di canali tortuosi è attraversato da ponti in ferro battuto, palazzi rinascimentali decorati di affreschi color pastello, chiese e monasteri che espongono dipinti di artisti della notorietà del Tiziano, mentre da ogni parte della città spuntano immagini scolpite del simbolo della Serenissima Repubblica di Venezia, il Leone di San Marco.
Nel corso dei secoli Treviso è rimasta una città vitale, quieta e immersa in un territorio particolarmente fiorente dal punto di vista politico e economico, tanto da definirla nel Duecento “la marca gioiosa e amorosa”. Sa regalare momenti magici a chi ama camminare senza fretta sui ciottoli consumati dal tempo, seguendo i corsi d’acqua lungo le vie a portici, per poi fermarsi in un’osteria a godere le prelibatezze della terra trevigiana.
La città poggia su numerose sorgenti sotterranee chiamate “fontanassi”, il più importante dei quali è il Botteniga che, dopo aver ricevuto le acque del Pegorile e Piavesella, oltrepassa la cinta muraria all’altezza del Ponte del Pria e si ramificata nel Cagnan Grande, nel Buranelli e nel Roggia, che arricchiscono il centro storico di Treviso.
Le Mura di Treviso sono uno dei simboli del suo centro storico, ammirate dai trevigiani e dai tanti turisti che visitano la città. Di circa cinque chilometri, sono strutture imponenti all’ombra degli antichi ippocastani e, nonostante siano state progettate nel lontano 1509 da Fra’ Giocondo, un ingegnere, sono rimaste quasi del tutto integre e costeggiano l’intero perimetro della città.
Nel centro storico di Treviso si erge il Palazzo dei Trecento, uno dei più spettacolari e importanti edifici della città, sede del Maggior Consiglio e luogo in cui si amministrava la giustizia.
Già dal lontano Duecento gli abitanti di Treviso si davano appuntamento in piazza dei Signori per assistere a feste e spettacoli e alle cerimonie più importanti della vita cittadina. La piazza, piccola e graziosa, è circondata da splendidi palazzi monumentali e rappresenta ancora oggi il centro artistico, culturale e sociale della città. Tra i vari edifici che si affacciano risulta il palazzo del Podestà, oggi noto come palazzo della Prefettura, rifatto in stile romanico e sormontato da una Torre civica coronata da merli ghibellini, risalente al Medio Evo e alta 48 metri. Il Palazzo del Trecento, chiamato anche palazzo della Ragione, è sicuramente uno degli edifici simbolo affacciato sul salotto di piazza dei Signori. Vi si riuniva il Maggior Consiglio del Comune, assemblea formata da 300 cittadini eletti per metà dai nobili, per metà dal popolo.
Nel centro storico della città si può ammirare la Loggia dei Cavalieri, collocata tra via Martiri della Libertà e via Indipendenza, due vie che rappresentano l’antico Cardo e l’antico Decumanus di quello che era un prezioso foro romano. Questa struttura veniva usata come ritrovo per giocare a scacchi o come sede per effettuare i vari convegni della classe nobiliare. La tettoia a pianta trapezoidale fu sorretta con una colonna in pietra d’Istria e, sui lati, da colonne in pietra viva in unico pezzo. Il suo interno fu abbellito nel corso del tempo da affreschi che, purtroppo, si sono sovrapposti in seguito alle sommosse aristocratiche cittadine. Si possono ancora ammirare iscrizioni in grandi caratteri sociali romanici, un’antica scrittura maiuscola usata nel 700 d.C. per i manoscritti bizantini e più tardi intorno al 1200 per titoli e intestazioni.
Le opere architettoniche principali di Treviso si trovano tutte concentrate in piazza Duomo, che fu denominata dallo scrittore trevigiano Giovanni Commisso “il piccolo Vaticano” per la concentrazione degli edifici religiosi. In quest’area si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, esempio di architettura romanica oggi utilizzato come battistero, le Canoniche, che ospitano il Museo Diocesano di Arte Sacra, la Biblioteca Capitolina e la maestosa cattedrale di San Pietro Apostolo, il Duomo di Treviso. La sua maestosa facciata è stata realizzata con un’ampia scalinata che sorregge un pronao di sei colonne ioniche, somigliante per forma o stile ai templi greci e romani antichi.
Tra le numerose opere che troviamo all’interno spicca l’Annunciazione di Tiziano, posizionata a destra dell’altar maggiore; alla sinistra si possono ammirare l’Adorazione dei Magi, La Visitazione, il Sogno di Augusto, San Pietro e San Paolo e San Liberale, capolavori del pittore italiano Pordenone, risalenti al 1520.
Sotto la cattedrale figura una cripta con le tombe dei vescovi cittadini, arricchita da colonne e capitelli uno diverso dall’altro. Dell’abside è presente l’Arca di San Liberale, soldato romano proveniente da una località vicina, che si convertì al cattolicesimo, divenne eremita e ora è patrono di Treviso.
Uno dei più famosi canali di Treviso è il canale dei Buranelli, canale Medio, che prende il nome dai commercianti dell’isola di Burano che, nel Cinquecento, vivevano lungo questo corso d’acqua.
Si tratta di un ramo del fiume Botteniga che nasce dal Ponte de Pria in corrispondenza dell’ingresso della città di Treviso, dove un tempo le donne venivano a lavare i panni. In questa porta d’entrata il fiume Botteniga si divide in tre rami, il più famoso dei quali risulta il canale Buranelli.
Sulla riva opposta del Canale si trova la casa dello scrittore Giovanni Commisso. Poco più in là si nota l’edificio che era dimora e magazzino dei commercianti di pesce provenienti dall’isola di Burano da cui ha preso il nome.
Il corso d’acqua non si ferma e scorre in tutto il suo fascino tra i palazzi medievali e rinascimentali, passando sotto i salici piangenti, a fianco dei lavatoi sospesi da catenelle, incontrando mulini e ponti, fino a sfociare nel fiume Sile.
