Una vita sempre vissuta al massimo: ecco la storia di uno dei giocatori più elettrizzanti della storia dei Knicks.
La vita di Latrell Fontaine Sprewell è una delle più incredibili storie di sport del ventesimo secolo, fatta di risse, follie di ogni genere e talento. Tanto talento, troppe volte sprecato.
Nato a Milwaukee, una città che il grande basket sta riscoprendo in questi ultimi anni, l’8 settembre 1970, Sprewell si mette in luce nel college in Alabama, tanto da convincere i Golden State Warriors a puntare su di lui nel draft 1992 spendendo la scelta numero 24. È la squadra di Don Nelson in panchina con Tim Hardaway e Chris Mullin in campo.
Il forte temperamento di Sprewell si dimostra decisivo sui parquet NBA, ma giocherà un ruolo negativo nel suo rapporto con PJ Carlesimo. Un contrasto continuo che sfocia in una vera e propria aggressione di Sprewell nei confronti del suo allenatore, sedata solamente dall’intervento dei compagni di squadra.
Per la franchigia di San Francisco è il punto di non ritorno: Latrell viene prima licenziato e poi reintegrato per essere immediatamente ceduto ai New York Knicks, un secondo violino perfetto per Patrick Ewing.
I tifosi newyorkesi apprezzano il modo di giocare di Sprewell e i risultati si vedono: i Knicks arrivano fino alle finali NBA dove affrontano i San Antonio Spurs di David Robinson e di un giovanissimo Tim Duncan che in cinque gare portarono il titolo in Texas.
L’anno dopo New York, guidata da Sprewell, viene eliminata dalle finali di conference da Indiana, l’ultimo squillo dei Knicks.
Il legame tra l’ambiente e Sprewell sembra indissolubile ma le stagioni passano e nell’estate 2003, a 33 anni compiuti, per Latrell c’è solo un’ultima grande chance di puntare al Larry O’Brien Trophy.
I Minnesota Timberwolves di Kevin Garnett e Sam Cassell lo acquistano per compiere il definitivo salto di qualità: ai playoff però la loro corsa si infrange contro i Los Angeles Lakers, l’ultimo treno per l’anello NBA è partito.
Un’altra stagione in Minnesota, deludente in termini di risultati, prima di diventare free agenti. Il Front Office dei Timberwolves gli offre un prolungamento a cifre molto importanti, ma ecco il colpo di scena: Sprewell incredibilmente rifiuta questa proposta rimanendo in attesa di nuove e più remunerative offerte che non arriveranno mai. È finita cosi la sua avventura nel mondo del basket.
Negli anni successivi alcuni investimenti errati, uniti al divorzio milionario dalla moglie, lo portano alla soglia della bancarotta.
Una conclusione amara per un giocatore come lui, un ragazzo dotato di un talento straordinario che non è riuscito a salire sul trono del mondo, ma chi l’ha visto giocare si ricorda del cuore di Latrell Fontaine Sprewell.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi di StefanoVilla: LATRELL SPREWELL, GENIO E SREGOLATEZZA
