Michel Camillo & la vita di Mario Luzi. Da scrittore a senatore a vita. Un amore per la cultura.

Mario Luzi nacque a Sesto Fiorentino (nella città metropolitana di Firenze) il 20 ottobre 1914; suo padre era Ciro (1882-1965), locale funzionario delle ferrovie; sua madre era Margherita Papini (1882-1959). Mario era il figlio secondogenito: sua sorella maggiore Rina (1912-2002) è ricordata per aver sposato il medico Giacomo Olmo e per essere stata la madre di Carlo, storico dell’architettura. Il ramo paterno della famiglia di Mario era di origini marchigiane.

A Firenze nella seconda metà degli anni trenta Mario Luzi si laureò in Letteratura Francese, con una tesi su Francois Mauriac, con relatore Luigi Foscolo Benedetto. Dapprima Luzi fu insegnante nelle scuole superiori (dal 1938); successivamente nel 1955 ottenne la cattedra di Letteratura Francese alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. 

Nel frattempo il nostro era riuscito a evitare la chiamata alle armi nella seconda guerra mondiale, a causa di un’insufficienza toracica.  

Nell’ottobre 2004 Mario Luzi venne nominato senatore a vita dall’allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi; ma Luzi usufruì della carica per pochissimo tempo, perché morì a Firenze il 28 febbraio 2005. Gli sono state dedicate delle strade a Firenze, Siena, Pisa e Semproniano (in provincia di Grosseto); inoltre nel 2017 è stata fondata Luziana, una rivista internazionale di studi su Mario Luzi e il suo tempo. 

Veniamo ora all’attività letteraria di Luzi. Partiamo con una considerazione generale: il tema che domina nella sua poesia è quello della celebrazione drammatica dell’autobiografia, dove viene messo in risalto il drammatico conflitto fra un “Io” portato per le cose sublimi e le scene terrestri che gli vengono proposte. 

Le raccolte poetiche di Mario Luzi sono numerose e certo non intendiamo fare una classifica della loro importanza; per ragioni organizzative ci soffermeremo sulle prime due.

L’esordio poetico di Luzi si ebbe con la raccolta La barca, pubblicata nel 1935; seguirono una seconda edizione nel 1942 e quella definitiva nel 1960. Il critico Marco Marchi nel titolo ha individuato un probabile riferimento alla “barca di salvezza”, presente negli Ossi di seppia di Eugenio Montale (più precisamente nella lirica Crisalide) e contemporaneamente un richiamo al famoso Porto sepolto di Giuseppe Ungaretti (compreso successivamente nella raccolta Allegria di naufragi). Inoltre secondo lo studioso Stefano Verdino nella raccolta La barca <Il mare è un mare astratto e mentale, ma non per questo meno autentico>; Verdino nella barca vede influenze dalle Confessioni di Sant’Agostino, dalla Saison en Enfer di Arthur Rimbaud e da Holderlin. La raccolta La barca fu recensita da Giorgio Caproni su Il popolo di Sicilia del 29 novembre 1935.  

La seconda raccolta poetica di Mario Luzi è Avvento notturno, la cui prima edizione è del 1940, mentre la seconda e definitiva risale al 1960. Questa raccolta presenta poesie scritte dal 1935 al 1939; in essa la realtà non viene abolita, ma semmai “mutilata”, dovendosi scontrare con la realtà dei “fenomeni” dell’esistenza (e la prima sezione della raccolta si intitola proprio I fenomeni). Nell’Avvento notturno si avverte l’influenza di Dino Campana, Eugenio Montale, Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi; i componimenti più tardivi sono anche stati influenzati dal saggio di Carlo Bo Letteratura come vita, pubblicato su Il Frontespizio nel 1938; questo saggio conteneva i fondamenti teorico-metodici di quella che è stata definita da Francesco Flora come poesia ermetica. 

La lirica più famosa di Luzi è probabilmente quella anepigrafe che inizia <Amici ci aspetta una barca e dondola>, ma ricordiamo anche Primavera degli orfaniLied-aubadeCimitero delle fanciulleNotizie a Giuseppina dopo tanti anni e Nell’imminenza dei quarant’anni.

Concludiamo con queste parole di Salvatore Guglielmino ed Hermann Grosser: <Luzi col passare del tempo ha assunto […] un sempre maggiore rilievo critico, fino ad essere considerato oggi da molti – oltre che l’indiscusso caposcuola dell’ermetismo – uno dei maggiori poeti italiani contemporanei>.  

Michel Camillo-contg.news

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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