VideoVagabondando con Andrea e Greta in Islanda seconda parte

Partiamo verso l’Islanda terra di ghiaccio e fuoco, incontaminata e ricca di paesaggi che paiono incantati.
Atterriamo a Reykjavik la capitale di questa isoletta nordica e subito partiamo alla scoperta di queste terre, partendo dal famoso circolo d’oro e iniziando con il parco nazionale di þingvellir dove l’incontro tra le placche tettoniche del nordamerica e quella euroasiatica s’incontrano dando vita a paesaggi magici dichiarati patrimonio dell’UNESCO.
Proseguiamo con la nostra macchinina verso Geysir per ammirare una delle attrazioni naturali più famose dell’Islanda una sorgente di acqua calda che periodicamente erutta getti d’acqua spettacolari. Ultima tappa del circolo d’oro è la maestosa cascata di Gullfoss formata dal fiume Hvítá che si getta in un doppio salto all’interno di un accidentato canyon.
E via alla tappa successiva iniziamo il giro della Hringvegur ovvero la ring road che permette di girare l’intera isola toccando le attrazioni principali…. cominciamo con la cascata di Seljalandfoss che compie un salto di 60m e che con il sole genera paesaggi idilliaci, questo salto d’acqua è famoso perché attraverso un sentierino è possibile passarci dietro.
Proseguiamo verso Skógar dove passeremo la notte dormendo nell’hotel che affianca l’omonima cascata Skógafoss, lo consigliamo è veramente un posto stupendo dove fermarsi.
Prima di concludere la giornata visitiamo ancora Sólheimasandur una spiaggia di sabbia nera in cui nel 1973 è precipitato un Douglas DC-3 della Marina statunitense, dove si trova tutt’ora con qualche pezzo in meno.
Il giorno successivo ci alziamo di buon ora per evitare le folle di turisti e andare a vedere il ghiacciaio Sólheimajökull una lingua glaciale che scende dalla calotta principale Mýrdalsjökull.
Proseguiamo verso la gola di Fjađrárgljúfur scolpita dal fiume Fjađrá, un posto di una bellezza suggestiva in cui il nero della roccia fa risaltare il verde dell’erba e del maschio che vi cresce sopra. Lungo la strada ovviamente non possono mancare le soste per ammirare le scogliere a picco sul mare e le pulcinelle che lì nidificano.
Dopo qualche ora di viaggio in macchina decidiamo di sgranchirci le gambe nel parco nazionale di Vatnajökull dove possiamo ammirare il ghiacciaio Skaftafellsjökull e sentire i suoi scricchiolii e visitare la cascata di Svartifoss anche detta “cascata nera” per le colonne di basalto che la circondano.
Riprendiamo il viaggio verso Jokulsárlón

Riprendiamo il viaggio verso Jokulsárlón dove parti di iceberg di un azzurro intenso galleggiano su una laghetto glaciale per poi dirigersi verso l’Atlantico. Qui abbiamo la fortuna di incontrare una simpatica foca che riposa sopra un scoglio e non so perché ma mi ricorda un nigiri!!!
Attraversando la strada troviamo la famosa “diamond beach”, una incredibile spiaggia di sabbia nera su cui si trovano frammenti di iceberg e pezzi di ghiaccio che sembrano diamanti trasportati nell’oceano dal fiume Jökulsá.
Continuiamo poi il nostro giro verso Dettifoss una delle cascate più impressionanti dell’isola anche se arrivarci non è stato per niente semplice con la nostra macchinina non adatta al fuoristrada…ma ne è valsa la pena!!!
Il giorno dopo visitiamo il cratere del vulcano Víti al cui interno c’è un laghetto dai colori sorprendenti e da cui si può ammirare la regione vulcanica di Krafla dove sorge l’omonima centrale elettrica geotermica tra ruscelli di acqua calda e solfatare.

Mai stanchi di questi incredibili paesaggi e della natura prorompente di questi posti ci dirigiamo verso Hverir nella regione del Mývatn dove ci sono crateri pieni di fango ribollenti e piramidi di pietre che fumano, uno spettacolo impressionante anche se l’odore non è dei più gradevoli!!!
Ripartiamo ma dopo poco veniamo colpiti dal cartello che indica una grotta sotterranea e non possiamo non fermarci. La Grjótagjá è una grotta non tanto grande a cui si accede tramite una fenditura nel terreno all’interno della quale un laghetto di acqua a circa 45°, peccato però che non si possa fare il bagno perché è in un terreno privato!
Giungiamo poco dopo al vulcano spento di Hverfjall, che decidiamo di scalare fino in cima dove uno dei crateri più grandi del mondo ci impressiona con la sua maestosità e il suo colore così intenso.
Ed eccoci a Gođafoss anche detta “Cascata degli Dei”.
Mentre saliamo verso Dalvík è ormai ora di cena e troviamo un posto molto caratteristico in cui non possiamo non fermarci!!! Una nave vichinga con all’esterno teste di squalo essiccato ci chiama ad entrare e così facciamo… ceniamo in questo ristorante tipico in riva ad un fiordo ed al posto del dolce decidiamo di assaggiare l’Hakarl ovvero pezzetti di squalo putrefatto che vengono serviti con una specie di grappa, piatto super tipico!!!
Tornando all’hotel che ci ospiterà questa notte ci imbattiamo in una fiabesca casetta con tetto di torba che sembra uscita da una favola e che non possiamo non fotografare…
Completiamo il nostro giro della Ring Road tornando a Reykjavik dove trascorriamo gli ultimi giorni, tra musei bizzarri ed escursioni nei dintorni, avremmo voluto andare in Groenlandia ma purtroppo abbiamo sbagliato il giorno e il prossimo volo non ci avrebbe permesso di tornare in tempo per il rientro a casa… ma va bene così sarà per il prossimo viaggio!!!

Riccardo Bertoglio-fotoreporter

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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