L’opinione sportiva di Stefano Villa.IN MOLTI DEVONO CHIEDERE SCUSA A DAVIDE SANTON


Il difensore cresciuto nel vivaio dell’Inter ha annunciato il suo addio al calcio giocato per problemi fisici, ma negli ultimi anni gli attacchi nei suoi confronti sono stati spesso ingenerosi.

In una settimana resa incandescente dalle polemiche sull’utilizzo del VAR con dichiarazioni molto spesso fuori luogo da parte di opinionisti che dovrebbero indossare la bandiera dell’obiettività invece di quella da tifosi, è passata sotto traccia la notizia del prematuro ritiro di Davide Santon.

Alla base di questa decisione i numerosi problemi fisici che hanno limitato la continuità di un giocatore che agli albori della sua esperienza calcistica veniva paragonato a Paolo Maldini per gioventù e impatto.

Un’avventura nel mondo del calcio iniziata come un vero e proprio ciclone: dopo una presenza in Coppa Italia contro la Roma e un match in campionato contro la Sampdoria, il tecnico dell’Inter Josè Mourinho decide di schierarlo titolare nell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Manchester United. Gioca a sinistra con l’ingrato compito di fermare Sua Maestà Cristiano Ronaldo.
Era il 24 febbraio del 2009 e Davide Santon, ad appena 18 anni, annulla CR7 che si ritrova spaesato come un cervo in tangenziale. Miglior debutto non poteva esserci.

Da quel momento la sua ascesa sembra essere inarrestabile, ma i primi problemi fisici gli tolgono spazio nella formazione nerazzurra che vincerà il Triplete. Nel 2011 va in prestito sei mesi a Cesena, poi viene ceduto al Newcastle dove resta quattro stagioni senza gloria.
Torna in Italia per indossare nuovamente la maglia dell’Inter per altri due anni e mezzo, ma il calvario degli infortuni è iniziato: menisco, ginocchia, problemi muscolari, purtroppo non manca nulla nella cartella clinica dell’esterno nato a Portomaggiore.

Nel 2018 la Roma punta su di lui, un investimento che si rivelerà errato principalmente per problematiche fisiche che gli impediscono di trovare continuità. Fino al triste epilogo dello scorso 9 settembre.

Queste le sue parole al momento di comunicare il ritiro: “Sono costretto a smettere di giocare, non per mancanza di offerte, ma perché il mio corpo non ce la fa più. Sono costretto a farlo anche se non voglio. Mi dicevano ‘stai a rubare i soldi a Roma’. Con il club siamo stati spesso sul punto di salutarci, ma non riuscivo a passare le visite mediche altrove. Non mi aspettavo questo finale di carriera.
Ho avuto Massimo Moratti come Presidente, era come un papà, dimostrava affetto ai giocatori. Ora è tutto business, ti usano, ti scaricano e ne prendono un altro. Ho una famiglia, due bambine e ora voglio dedicarmi a loro, poi vedrò se restare nel calcio o lavorare in un altro settore”.

Un finale amaro per la vita sportiva del “Bambino d’Oro”, a cui molti addetti ai lavori, intesi come giornalisti, e altrettanti tifosi dovrebbero chiedere scusa per il trattamento riservatogli negli ultimi anni.
Veramente molto offensivo nei confronti della persona e non dell’atleta, senza tenere in considerazione le problematiche fisiche che hanno limitato il suo percorso.
Per cui si, tutto il mondo dell’opinione pubblica legata allo sport deve chiedere scusa a Davide Santon, un ragazzo che non ha avuto il rispetto che meritava.

Stefano Villa-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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