#arte&storia. Michel Camillo presenta l’artista del nostro tempo Loris Cecchini

Loris Cecchini è nato a Milano il 7 maggio 1969, tuttavia ha vissuto a Siena e a Prato e ora vive e lavora a Berlino; è sposato e ha due figlie. Dopo essere cresciuto con gli zii, attori professionisti, Cecchini ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Milano (terminando il percorso nell’anno accademico 1993-94), dove ha studiato pittura.

Prima di vedere alcuni esempi delle sue opere, procediamo con alcune considerazioni generali sull’arte di Loris Cecchini. Cominciamo a dire che egli lavora nell’ambito della fotografia, della scultura, del disegno e delle installazioni ambientali. Cecchini mette in discussione il senso del reale in una prospettiva sospesa fra il naturale e l’artificiale, sia con immagini digitalizzate, sia con installazioni realizzate con elementi scultorei. Come si è già capito, il nostro artista è molto interessato alle nuove tecnologie. Loris Cecchini, attraverso l’uso di materie morbide come gomma, plastica e cellulosa, è fautore di un’arte materica, sempre pronta al confronto con la realtà dalla quale si fa modellare. Fra i suoi lavori più singolari, Cecchini ha stampato fotografie su supporti minuti e decisamente inusuali, come la carta da chewing-gum.

Fra le sue opere ricordiamo BBBreathless del 2001: si tratta della copia di una cella singola, replicata nella sua forma esterna; nasce da un progetto di mostra sulla pena di morte e venne esposta alla quarantanovesima Biennale di Venezia. La parola “breathless” in inglese significa “senza respiro”.

Un’altra opera di Loris Cecchini è Monologue Patterns (Reading Books in the Park) del 2004: si tratta di una capsula su un albero, che offre al pubblico la possibilità di salirvi e di soffermarsi su certi libri selezionati dall’artista (libri di arte, architettura e poesia); Cecchini ha voluto invitare lo spettatore a entrare nella materia del desiderio, del sogno, in un territorio legato al gioco e alla leggerezza. L’opera è collocata in un giardino pubblico a Gallarate.

Fra le opere più recenti segnaliamo Spindles, che si può tradurre con “fusi” ma anche con “trottole”; si tratta di una struttura modulare in acciaio e alluminio che ricorda un grande albero i cui rami compongono una sorta di algoritmo naturale. Le dimensioni sono gigantesche: 10 metri di base e altezza e 9 di profondità. Questo lavoro si ammira a Prato, in via Cavour davanti alle mura medievali.

Loris Cecchini ha esposto in numerosi musei; alcuni di essi sono in Italia, altri in Francia, Stati Uniti, Cina, Spagna e Germania.

Michel Camillo-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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