#arte&storia. Vida Vialardi racconta la Lombardia/ 1

È una delle regioni italiane più estese, quarta dopo Sicilia, Sardegna e Piemonte, situata quasi al centro dell’Italia settentrionale, ed è priva di sbocco sul mare. Divisa in 11 provincie: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese con Milano capoluogo. Confina con Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Svizzera.
La Lombardia è suddivisa principalmente in due fasce: quella montana e quella pianeggiante,
rappresentata dalla grande e fertilissima Pianura Padana. Ricca di acque, la regione concentra in sé i maggiori laghi d’Italia ed una fitta rete di fiumi intersecata a sua volta da un imponente sistema di canali, alcuni dei quali navigabili, di cui i più celebri sono i Navigli. La costruzione dei Navigli risale al Medioevo, erano usati per portare i prodotti delle montagne e delle campagne (legno, pietra etc) e per consentire di trasportare merci e manufatti degli artigiani, come lame per le spade, panni e tessuti ed altre numerose attività.
La fertilità della terra lombarda è nota fin dai tempi più remoti: l’abbondanza di acque, il clima e la ricchezza del suolo hanno fatto di questo territorio una sede molto privilegiata per gli insediamenti umani fin dalla Preistoria. Già nell’Età del Ferro e nella prima Età del Rame, nuclei di popolazioni occupavano questo luogo. I primi a creare centri abitati furono i Celti tra il IV ed il V secolo a.C. e a loro dobbiamo la fondazione di alcune città che ancora oggi caratterizzano la regione: Como, Bergamo, Brescia e soprattutto Milano. Fu l’occupazione romana a fare di “Mediolanum” una metropoli di prima grandezza, dotata di palazzi, mausolei imperiali, anfiteatri, terme, circhi e strade porticate, oltre che di un’ampia costruzione di chiese, di una diocesi vastissima, potente ed autonoma con un suo rito detto ambrosiano indipendente da Roma.


Con la caduta dell’Impero Romano nel V secolo e con l’incoronazione di Carlo Magno a Sacro Romano Imperatore Milano e la regione persero importanza. Dopo il dominio degli Ostrogoti e dei
Bizantini la regione passò in mano ai Longobardi ed è proprio in questo periodo che fu creato il
nome Langobardia (Lombardia).
Alla fine del 200 la regione passò in mano a diverse e importanti Signorie: i Gonzaga a Mantova e a
Milano prima i Visconti e poi gli Sforza. I Visconti sono una delle famiglie nobiliari più antiche ed
illustri della nobiltà italiana, presero saldamente in mano le redini della città fondando il Ducato
Visconteo e furono i Signori di Milano dal 1277 al 1395.
Ad essi subentrarono gli Sforza dal 1450 al 1535 (gli Sforza furono un’altra grande nobile famiglia italiana), lasciando la regione tra le più forti ed importanti d’Italia.
Purtroppo la Lombardia conobbe un periodo di decadenza durante la terribile peste tra il 1629 e il 1630. Per fortuna grazie alla laboriosità dei Lombardi nel 700 la situazione tornò poco alla volta
alla normalità, ma il Ducato di Milano diventò di dominio spagnolo e poi austriaco con gli Asburgo.


La regione ebbe un ruolo importante nel periodo del Risorgimento, ricordiamo le famose Cinque Giornate di Milano nel 1848: fu uno degli episodi più celebri di quell’epoca e dimostra il coraggio
dei suoi abitanti contro l’occupazione degli Austriaci.
Durante la Seconda Guerra Mondiale (1940-1945) la città fu decorata della Medaglia d’Oro al Valor Militare. Seguirono poi gli anni del Boom Economico, tra il 1950 e 1960, Milano fu uno dei centri più industriali di tutto il Nord Italia. Purtroppo la città viene ricordata anche per la terribile
strage di Piazza Fontana avvenuta nel 1969, considerata “la madre di tutte le stragi”, “il primo ed il più dirompente atto terroristico del Dopoguerra”. Nei primi anni ’90 fece anche scandalo per la
vicenda giudiziaria di Mani Pulite che coinvolse alte personalità politiche, giudici, magistrati e uomini d’affari di quel tempo.

Vida Vialardi-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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