
I lavori sono iniziati alla Basilica alla fine del IV secolo. Un opera architettonica da non perdere.
Fra le opere architettoniche di Donato Bramante annoveriamo gli interventi alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano; precisiamo che la basilica è molto più antica, visto che la sua storia inizia alla fine del IV secolo proprio per volere del vescovo Sant’Ambrogio.
I lavori bramanteschi furono commissionati da Ludovico il Moro e dal fratello cardinale Ascanio Sforza, che richiesero due diversi interventi: una canonica per il clero secolare posta a nord della basilica e due chiostri per il monastero dei cistercensi collocato a sud.
Cominciamo dalla canonica. Essa fu progettata intorno a un portico quadrato con quattro archi trionfali a doppia altezza sugli assi. Ma Bramante riuscì a costruire (negli anni dal 1492 al 1499) solo uno dei quattro lati previsti e a impostare le colonne per il secondo, che purtroppo non verrà mai completato. Il portico rivela influenze brunelleschiane e si presenta come una successione di archi in cotto su colonne, capitelli compositi e pulvino; il portico è interrotto dall’arco di ingresso.
Passiamo ora ai chiostri per il monastero cistercense; la loro costruzione iniziò intorno al 1497, ma furono terminati dopo la partenza di Bramante per Roma sulla base di un modello ligneo da lui lasciato. Entrambi i chiostri sono caratterizzati da grandiosità d’impianto; uno di essi è caratterizzato dall’ordine dorico, l’altro dall’ordine ionico (all’epoca questi ordini erano ancora insoliti).
Michel Camillo-Redazione
