Borgo situato in provincia di Potenza, conosciuto per essere la città natale del poeta latino Quinto Orazio Flacco: è iscritto nei Borghi più belli d’ Italia.
Già noto in età neolitica, fu conquistato dai Sanniti, che le diedero un’ inizio di centro commerciale molto fiorente; venne poi conquistata dai Romani nel III secolo a.C. Con i Romani ebbe un incremento economico sviluppatissimo, grazie anche alla sua posizione strategica lungo la linea delle comunicazioni con Lazio, Puglia e Campania. La cittadina venne anche fortificata, colonizzata, ma con la caduta dell’impero Romano Venosa passò agli Ostrogoti, poi ai Longobardi (tra VI e X secolo) ed infine ai Bizantini nel 926, perdendo però importanza. Sotto i Normanni tornò a splendere di nuovo, grazie anche alla costruzione del Castello per volere di Federico Il che rese il borgo demaniale e restò tale anche dopo la conquista degli Angioini, fino ai primi anni del XV secolo, quando divenne feudo prima della famiglia Caracciolo, poi degli Orsini.
Venosa poi passò in mano agli Aragonesi e dopo la peste del 1503, il Castello fu trasformato in dimora per ospitare il Principe di Venosa Carlo Gesualdo gran mecenate; resistono tuttora ancora molti tratti delle mura.
Vennero anche fondate due accademie: nel 1582 “l’ Accademia dei Piacevoli e dei Soavi” e nel 1612 “ l’Accademia dei Rinascenti “.
Dopo il 1613, Venosa iniziò Il suo declino e fu colpita da due terremoti nel 1688 e nel 1694, che fu il più devastante. Ne seguirono molti altri che purtroppo causarono tutti gravissimi danni.
Tracce di resti dell’occupazione romana si vedono ancora nell’acquedotto, nell’ anfiteatro e in numerosi templi e cisterne, lapidi e stemmi non ben conservati.
Esistono ancora numerosi siti archeologici che ospitano splendide rovine dei periodi: Neolitico,
longobardo e medioevale.
Il Castello maestoso è uno splendido edificio costruito su un preesistente forte longobardo del XI secolo; ora sede del Museo Nazionale di Venosa che conserva moltissime testimonianze dell’occupazione romana.
La Fontana Angioina costruita in onore di Carlo I d’ Angiò inquadrata da due importanti leoni in pietra sempre di epoca romana.
La Fontana di Messer Oto datata ai primi del 300 dominata da un leone in pietra del XIV secolo, fu eretta in onore di Roberto d’Angiò.
La Fontana di San Marco risalente a fine 500 era usata per abbeverare i cavalli.
Le Catacombe Ebraiche scoperte nel 1853, il cui accesso è indicato da un filare di grotte scavate nel tufo.
Le Catacombe Cristiane nella stessa collina, scoperte nel 1972 con ben quattro sotterranei.
La Chiesa di San Filippo Neri o del Purgatorio in stile barocco eretta nel 1679 mostra preziose tele
di celebri pittori locali molto ben conservati.La Chiesa di San Domenico del XIII secolo oramai semi distrutta ha annesso un Convento che conserva un bellissimo portale e trittico marmoreo nella facciata ancora ben visibili.
La Cattedrale di Sant’ Andrea edificata alla fine del 400 su una preesistente chiesa, venne consacrata solo nel 1531: ospita fregi e lastre tombali romane, ha un impianto architettonico inusuale per l’epoca a croce egizia a tre navate divise da pilastri con archi ogivali. Al suo interno ammiriamo varie tele, affreschi del 400 ben restaurati e le rampe per la cripta sono ancora originarie. Il Campanile è decorato con materiali di recupero, conci romani incisi, lapidi, stemmi ed iscrizioni.
L’Abbazia della Trinità è uno dei monumenti più singolari e interessanti di Venosa e venne riconosciuto “ Monumento Nazionale “ nel 1897. Costruita su un preesistente tempio di origini paleocristiane dedicato a Imene. Imene è un personaggio della mitologia greca, figlio del dio Apollo (dio del Sole)e di una ninfa. L’ Abbazia venne ampliata durante l’occupazione normanna a
metà dell’Anno Mille ed ingrandita successivamente dall’Ordine dei Benedettini. Isolata nella
campagna alle porte di Venosa fu modificata anticamente dai Longobardi e dai Normanni e ospita numerose tombe degli Altavilla. Questo complesso così ricco di storia attraversa i secoli con opere d’arte eccezionali: sculture, portali, colonne, acquasantiere, affreschi , capitelli etc.
