L’arte di Raffaello Sanzio vista da Michel Camillo ( fotovideogallery)

Raffaello Sanzio nacque a Urbino nel 1483, ma ci sono dubbi sul giorno esatto: per alcuni fu il 28 marzo, per altri il 6 aprile; fu il primo e unico figlio di Giovanni Santi e Magia di Battista di Nicola Ciarla. Ma la madre purtroppo morì il 7 ottobre 1491, quando il futuro artista aveva solo otto anni. Il padre si risposò poco tempo dopo, ma purtroppo anche la sua morte sarebbe arrivata presto: il 1 agosto 1494, quando Raffaello aveva undici anni. Nonostante questo, è probabile che Raffaello abbia ricevuto i primi insegnamenti di disegno e pittura proprio dal padre. 

Raffaello Sanzio si spense a Roma il 6 aprile 1520 (il Venerdì Santo) ad appena trentasette anni; secondo Giorgio Vasari, era malato da quindici giorni e si era tentato inutilmente di curarlo con ripetuti salassi. Gli è stato dedicato l’asteroide 9957Raffaellosanti e il suo volto venne raffigurato sulle banconote italiane da 500000 lire dal 1997 all’adozione dell’euro; ma l’introduzione della moneta europea non ha tolto spazio a Raffaello, perché il verso della moneta da due euro riporta un suo ritratto di Dante Alighieri. Altra prova del successo di Raffaello è che egli influenzò gli artisti delle generazioni successive, fra cui perfino alcuni esponenti delle avanguardie novecentesche come Salvador Dalì, Giorgio de Chirico e Pablo Picasso. 

Passiamo ora a trattare alcune opere raffaellesche. Prendiamo lo Sposalizio della Vergine, olio su tavola eseguito nel 1504 e conservato a Milano alla Pinacoteca di Brera; in primo piano si svolge la scena che dà il titolo all’opera, mentre sullo sfondo compare un tempio di sedici lati. Artisti che hanno influenzato Raffaello per quest’opera sono Pietro Perugino e Donato Bramante.

Osserviamo ora la Madonna del cardellino, un altro olio su tavola dipinto intorno al 1507 e conservato a Firenze alla Galleria degli Uffizi; oltre alla Vergine Maria e a Gesù Bambino, compare san Giovannino. I personaggi formano una piramide e sono inseriti nella natura; a proposito di quest’ultima, sono importanti gli alberi esili dello sfondo, che saranno più volte imitati dai pittori successivi.

Raffaello fu anche ritrattista ed è probabile che i suoi ritratti siano somiglianti, perché egli voleva cogliere il vivere della persona nell’ora presente. Ad esempio, egli ritrasse Agnolo Doni e sua moglie Maddalena Strozzi; entrambe le opere sono oli su tavola, vennero eseguite nel 1506 e si ammirano alla Galleria Palatina di Firenze.  

Non si pensi però che Raffaello eseguisse solo oli su tavola! Egli si cimentò infatti anche con l’affresco, perché papa Giulio II nel 1508 lo chiamò ad affrescare le stanze di Palazzo Vaticano. L’artista nella Stanza della Segnatura eseguì la Disputa del Sacramento e la Scuola d’Atene; nella Stanza di Eliodoro dipinse invece il Miracolo di Bolsena e la Liberazione di san Pietro dal carcere. Va precisato che questi quattro sono i più importanti affreschi di Raffaello nel Palazzo Vaticano, ma non gli unici. 

Nei suoi ultimi anni Raffaello Sanzio eseguì il Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi; è un olio su tavola eseguito nel biennio 1518-19 e si trova a Firenze alla Galleria degli Uffizi. Il pontefice ha in mano una lente e davanti a lui compare un codice riccamente miniato; egli ha interrotto la lettura del codice per ascoltare il cugino Giulio. Il cardinale Luigi invece sembra in posa, come se fosse consapevole di essere osservato. Nel dipinto domina il colore rosso, in diverse tonalità. 

Un’altra opera dell’ultima fase della vita del Nostro è la Trasfigurazione, per la quale usufruì di aiuti. Dipinto dal 1518 al ’20, è un olio su tavola conservato alla Pinacoteca Vaticana di Roma; nella parte superiore della tavola c’è l’episodio che dà il titolo all’opera, nella parte inferiore è invece rappresentata la liberazione di un giovane indemoniato. 

Michel Camillo-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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