QUANDO PSG STA PER POLVERIERA SENZA GLORIA. L’ OPINIONE SPORTIVA DI STEFANO VILLA

Intrighi, confusione tecnica e tanti soldi spesi senza ottenere la tanto agognata Champions League. Il Paris Saint Germain è a un bivio.

Parigi val bene una messa, ma per i tifosi del PSG gli anni in cui bisognava aspettare ere geologiche per vedere la propria squadra vincere sembravano essere finiti con l’arrivo della proprietà qatariota con a capo Nasser Al-Kheaifi. Già, sembravano…
Indubbiamente a livello nazionale l’egemonia è stata (quasi) sempre rispettata, ma gli investimenti compiuti negli anni avevano un obiettivo ben preciso: mettere in bacheca la prima Champions League della storia parigina, la seconda per un team francese dopo quella conquistata dall’Olympique Marsiglia negli anni ’90.
Un obiettivo molto ambizioso ma raggiungibile per la quantità di talento inserita nel motore biancorossoblu, e invece i casi di investimenti disfunzionali sono infiniti.
In un’intervista di qualche settimana fa l’ex centrocampista dei parigini Jerome Rothen ha attaccato senza mezze misure due ‘esuberi di lusso’ come Leandro Paredes e Mauro Icardi, sottolineando la mancanza di professionalità dei due giocatori lautamente pagati dalla proprietà qatariota.
L’ennesima tessera di un puzzle triste creato dalla proprietà, un costrutto senza programmazione che punta solamente a raccogliere campioni pagati a peso d’oro, ma la collezione di figurine non porta in dote le vittorie, oserei dire fortunatamente.
Emblematico, se si parla di gestione economica disastrosa, il caso di Georginio Wijnaldum. Arrivato la scorsa estate in Francia con un ingaggio da 9.7 milioni netti, in tutta la stagione il forte centrocampista olandese ha giocato poco meno di 2000 minuti (1993 per l’esattezza) e ora approda alla Roma lasciando il PSG che comunque continuerà a pagargli buona parte dello stipendio, fuori dalla portata di quasi tutti i club europei. Una follia in tempi di Fair Play finanziario e gestioni che guardano anche il centesimo per far quadrare i conti, spesso in rosso.
Anche per gli stessi giocatori approdare in una squadra del genere può essere utile per il conto in banca, ma deleterio per le proprie carriere. Si pensi a Mauro Icardi, centravanti letale in campo (e spesso, in maniera negativa, fuori) con l’Inter e che dopo alcune stagioni da panchinaro di lusso si vede “costretto” a valutare molto attentamente offerte di club di seconda fascia, non me ne vogliano i tifosi del Monza neopromosso in Serie A. Una débâcle vera e propria per un grande centravanti con il fiuto del gol.
In queste settimane è arrivata l’ennesima rivoluzione in salsa parigina: toccherà a Christophe Galtier provare a compiere il salto di qualità definitivo a livello europeo con una formazione che investe ogni anno una quantità di denaro esorbitante, ottenendo successi in campionato e cocenti delusioni in Champions League.
L’inizio in Supercoppa è stato positivo, ma con questa squadra serve puntare al massimo trofeo europeo. Buon lavoro mister!

Stefano Villa

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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