#storia&turismo. In Campania il Borgo di Solofra riprende vita grazie alla nostra Vida Vialardi

Borgo situato in provincia di Avellino. Il suo nome deriva dal latino “ Saluber – Salubris” ; reperti archeologici ritrovati
recentemente risalgono all’età del bronzo, invece la necropoli di Solofra è del V secondo a.C. Dice la leggenda che dal I secolo d.C. arrivarono coloni romani dopo l’eruzione del Vesuvio.
Nel 1015 il borgo era longobardo, ma dopo complesse vicende feudali a partire dal 1537 fu dominio degli Orsini che
regnarono sulla città, diventata poi Principato del 1641.


Il borgo crebbe tra 500 e 700, ma già nel 300 era famosa per la concia delle pelli: era ricca di corsi d’ acqua e di
bestiame e il quartiere delle concerie si chiamò Rione Toppolo : nel 1584 esistevano più di 51 concerie e il numero era destinato a crescere.

Un’altra attività famosa era quelle di “ battiloro”, ossia artigiani specializzati nella lavorazione dell’ oro e dell’argento. Infine la pastorizia e le attività manifatturiere diedero prosperità alla città e del 1862 la costruzione della ferrovia incremento’ il commercio.
Nell’ 800 Solofra fu colpita da due disastrose alluvioni con ingenti danni; nel 1895 ottenne il Titolo di Città per volere di re Umberto; durante la Seconda Guerra Mondiale fu devastata dai bombardamenti dei tedeschi con numerosissime vittime e un terremoto devastante nel 1890 ottenendo la Medaglia d’ Oro al Merito Civile.


Tutt’ora sussistono ruderi del Castello Feudale del XIII secolo che faceva parte di un importante complesso difensivo
longobardo; adiacente sorge la Collegiata di San Michele arcangelo (VI secolo) e il Palazzo Ducale degli Orsini (tardo
500). La Collegiata sorge sui resti di una Chiesa che risale al 1042, ma fu più volte rimaneggiata : la facciata con una
grande mole squadrata è del XVIII secolo: conserva un poderoso organo del 1579, un ricco pulpito di pochi anni dopo e con le sue tre porte lignee di entrata è considerata tra i capolavori del 500. Notevoli sono due cicli di storie del Vecchio e Nuovo Testamento e ben conservate diverse tele molto importanti di grande effetto pittorico.


Il Palazzo Ducale degli Orsini subì gravissimi a causa del terremoto, però ha ancora forme di un portale in pietra, un cortile quadrato e al suo interno sono affrescati tutti i palazzi appartenenti agli Orsini; vi abitò anche Papa Benedetto
XIII.
Notevole la facciata del 700 del Convento di Santa Teresa, verso la parte alta c’è il Convento dei Cappuccini del XVI
secolo da cui si domina tutta la vallata; scendendo bisogno fermarsi ad ammirare la bella Fontana dei Quattro Leoni del 700; nei pressi la Chiesa di San Rocco contente una grande e ricca raccolta di dipinti di scuola locale.

Proseguendo la Chiesa di San Domenico danneggiata dal terremoto contiene ancora opere di grande rilievo artistico; la Parrocchiale del 600 è piena di ritratti di storie dei santi.


Nella vicinanze si trova il piccolo borgo di Serino, piccolo nucleo che riunisce molte frazioni; anche qui notevoli ricordi
di vita dei secoli passati; alla fine del paese vediamo ancora il Convento delle Clarisse con pregevoli stucchi e importanti sculture lignee.

Interessante il Convento di San Francesco del 500 celebre per il chiostro e la piccola Chiesa con ricche decorazioni.

L’autrice dell’articolo

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