L’opinione sportiva del nostro giornalista e collaboratore Stefano Villa. SIMONE FONTECCHIO, PAOLO BANCHERO E IL SOGNO AMERICANO

Lautore Stefano Villa

I recenti approdi in NBA di Paolo Banchero e, un po’ più a sorpresa, di Simone Fontecchio dimostrano la qualità del nostro movimento cestistico, non sempre sottolineata come dovrebbe.

È notizia di questi ultimi giorni l’approdo di Simone Fontecchio in NBA. L’ex giocatore di Alba Berlino ha trovato un accordo biennale con gli Utah Jazz, squadra sempre alla ricerca del suo posto al sole dopo il periodo magico del duo Stockton-Malone, due fuoriclasse che hanno portato la franchigia di Salt Lake City a un passo dalla vittoria del titolo per due stagioni consecutive. Solo Michael Jordan e i suoi Chicago Bulls hanno fermato la loro corsa all’oro, ma da quel momento i Jazz hanno faticato a ricoprire un ruolo da contender in maniera continuativa.
Quella di Fontecchio è una notizia importante per tutto il movimento cestistico italiano che va a rimpinguare il numero di giocatori nati nel nostro paese a sbarcare in NBA, un “plotone” che inizia ad essere molto numeroso.
In principio furono Vincenzo Esposito e Stefano Rusconi, i primi due azzurri ad avventurarsi nel magico mondo NBA a metà anni ’90, ma la Lega non era ancora pronta all’infornata di talenti europei che sarebbe stata alla base della rivoluzione tecnica ancora in atto oggi, e il loro ruolo fu quello dei comprimari rispettivamente a Toronto e Phoenix per una sola stagione, prima di tornare da questa parte dell’oceano.
Il nostro connazionale con maggiore fortuna è stato certamente Marco Belinelli, che con i San Antonio Spurs ha vinto in titolo nel 2014, oltre a una gara del tiro da 3 punti all’All Star Game.
Un veterano della Lega con ben tredici anni di militanza, prima di tornare in Italia paese guidare la Virtus Bologna al successo in Italia e in Europa.
Chi spera presto di pareggiare il numero di Larry O’Brien Trophy del nativo di San Giovanni in Persiceto è il neo acquisto dei Boston Celtics Danilo Gallinari, probabilmente il giocatore italiano con maggior talento nella storia della NBA spesso perseguitato dai guai fisici.
Con la franchigia che fu di Bill Russell, Larry Bird e Paul Pierce il “Gallo” spera di conquistare traguardi importanti prima di tornare in Europa per chiudere una carriera di alto livello.
Un altro discorso deve essere fatto per tre protagonisti della nostra Nazionale recentemente impegnati nella finale Scudetto tra Olimpia Milano e Virtus Bologna.
Gigi Datome, Niccolò Melli e Nico Mannion hanno avuto la loro chance in NBA in momenti e contesti diversi, ma nessuno dei tre è riuscito a ritagliarsi un ruolo di rilievo e hanno deciso di tornare in Europa, una scelta saggia per le rispettive carriere.
La recente chiamata di Orlando Paolo Banchero è la seconda prima scelta assoluta ad arrivare dal Belpaese (anche se, a ben vedere, l’ala nata a Seattle deve ancora mettere piede sul suolo italico…) dopo Andrea Bargnani, lungo dalle mani fatate ma dall’impatto a dir poco discontinuo nella National Basketball Association.
Molti esperti danno già per chiuso ogni discorso sul premio di Rookie dell’anno, con Banchero strafavorito in questa corsa, ma la storia è ricca di possibili stelle che si sono sciolte come neve al sole all’impatto con una Lega che non perdona e dove ogni sera devi lasciare il segno se non vuoi essere accantonato nel dimenticatoio. Ovviamente tutti speriamo, da appassionati del gioco e tifosi della Nazionale allenata da Gianmarco Pozzecco, che le promesse vengano rispettate, ne gioverebbe tutto il movimento.
Tutti i nomi citati sopra formano un gruppo di giocatori che è riuscito a trovare estimatori oltreoceano e che sono l’esempio lampante della qualità del nostro basket, molte volte sottovalutata rispetto ad altre scuole europee come quella spagnola o quella lituana.
Non solo: anche leggende come Dino Meneghin, Gus Binelli e Ricky Morandotti sono state scelte al Draft ma non hanno mai debuttato in NBA, stessa cosa per Alessandro Gentile, ma i tempi non erano maturi per il loro sbarco negli Stati Uniti.
Nell’ultima lottery anche giovani prospetti come Gabriele Procida e Matteo Spagnolo hanno sentito chiamare il loro nome dal commissioner Adam Silver. Per entrambi la speranza è quella di essere l’ennesimo prodotto del basket azzurro a trovare spazio nella Lega dei sogni, dove tutto può succedere e nulla è precluso.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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