#storia&turismo. Vida Vialardi presenta Capalbio: borgo della bella Toscana.

a cura della scrittrice Vida Vialardi-Redazione

Borgo situato in provincia di Grosseto, che con la sua torre merlata alta sulla macchia si annuncia da lontano. Ai suoi piedi un gomitolo di vicoli e case di sassi e pietre formano il borgo medioevale considerato tra i più belli d’Italia.


Sulla collina esisteva già un “Castelum” nel805, ma il borgo attuale nacque nel X secolo con la famiglia Aldobrandeschi, che fecero costruire la doppia cinta muraria ancora oggi esistente. Dal 1339 al 1555 Capalbio visse il suo periodo di splendore sotto il dominio della città di Siena ed infatti vennero restaurate le mura e ampliata la rocca; nel 1555 Carlo V la conquistò dandolo al suo alleato Cosimo de Medici e vi rimase fino al 1737 per poi passare alla famiglia Lorena.

Capalbio nel 1765 fu unito a Manciano e nel 1842 ad Orbetello ed in questo periodo cadde in mano ai briganti, che terrorizzavano tutta la regione. Solo negli anni 50 iniziò di nuovo a riemergere e negli anni 80 il turismo agevolò molto la sua ripresa, consacrandolo allo status “VIP” di villeggiatura, ma già il compositore Giacomo Puccini, ai primi del 900, ne fu il pioniere di tale bellezza.


Interessanti e ben conservati: la Porta Senese (1418) da cui incomincia l’intrico di vicoli con basse case in pietra o mattone; la pittoresca Piazza Magenta; la doppia cinta muraria risalente al XI secolo e dal cammino di ronda, si possono ammirare splendidi paesaggi e panorami mozzafiato su tutta la campagna fino al mare.

La bellissima Chiesa di San Nicola di epoca medioevale conserva una facciata con tracce di decorazioni a graffito ed al suo interno affreschi della scuola senese ed umbra del XV – XVI secolo; la Rocca Aldobrantesca che integra una torre merlata originale che fu eretta nel periodo compreso tra il X ed il XI secolo: la rocca ha una pianta a L. Particolare il cinquecentesco Palazzo Colacchioni, addossato alla torre, che conserva arredi antichi ed il fortepiano (pianoforte)usato dal musicista Giacomo Puccini per comporre “ Il Tabarro”. Fuori dalle mura si ammira l’Oratorio della Madonna della Provvidenza del XVI secolo; ha una facciata con un portico ed al suo interno ospita preziosi affreschi di scuola peruginesca. Sul fianco, uan bifora “ a vento” fa da cella campanaria.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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