FIAMMETTA BORSELLINO SI È ROTTA LE SCATOLE E HA RAGIONE

a cura di Marco Lamantia-Redazione

Fiammetta Borsellino è la figlia di Paolo Borsellino l’eroe Antimafia che venne ucciso nel luglio 1992 a pochi mesi dal suo amico e collega Giovanni Falcone. Raccontare la storia di questi due grandi italiani, le cui biografie dovrebbero essere studiate nei libri di scuola, fa sorgere sempre un certo orgoglio in quanto dimostra come il nostro Paese non sia solo quello della mafia ma anche quello dell’antimafia. Purtroppo a distanza di ormai 30 anni da quei terribili giorni siamo ancora qua a chiedere la verità sulla morte di due
grandi uomini che diedero la vita per combattere Cosa Nostra e che per tali ragioni divennero il nemico
numero uno della Mafia e di pezzi deviati dello Stato. Ci fu un momento in cui la mafia apparve battibile
ma proprio in quello stesso momento alcuni decisero che era meglio trattare piuttosto che combattere e
convivere piuttosto che sradicare un male che attanaglia il nostro Paese da secoli. La trattativa è sempre
stata negata, la ricerca della verità tacciata di complottismo. Uomini e donne che in questi anni hanno
attaccato e messo i bastoni fra le ruote a quei pochi magistrati che hanno cercato di scoprire la verità, promuovendo e votando finanche leggi schifose che hanno favorito la criminalità in nome di un garantismo che in realtà è semplicemente impunità, ogni anno, durante durante commemorazioni,
scrivono e recitano discorsi strappalacrime per dirci quanto fossero coraggiosi Borsellino e Falcone ( come se dovessero dircelo loro) e sulla necessità di combattere la mafia e scoprire la verità sulle stragi.
Per tali ragioni Fiammetta Borsellino non parteciperà più alle celebrazioni in ricordo di suo padre perché
è stufa di questa ipocrisia schifosa e vergognosa. Il suo è un gesto fortissimo che ha un significato molto semplice: chi vuole rendere omaggio a Falcone e Borsellino e a tutti gli eroi caduti per mano della mafia si riunisca in Parlamento e voti leggi per combatterla e per ripulire l’Apparato Statale da coloro che decisero di non fare la guerra a Cosa Nostra. Probabilmente chi vuole commemorare Falcone e Borsellino dovrebbe anche opporsi alla riforma Cartabia ma forse è chiedere troppo in un Paese che confonde il garantismo con l’impunità.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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