
È la festa ” del sacrificio” per i fratelli di fede islamica. Come cristiana e terziaria francescana ho riflettuto circa l’atteggiamento di s. Francesco verso le altre religioni. Già il termine religioni indica un qualcosa di raccontato da uomini illuminati ma è profondamente diverso dal termine fede, in quanto per fede si intende la devozione di ognuno verso un qualcosa di supremo. Francesco aveva capito una cosa importante: Dio è amore puro e, come tale, presente in qualsiasi anima che osservi il rispetto e la comprensione del fratello che lo ami come se stesso. Al tempo di san Francesco infervoravano le battaglie in terre d’oriente, dette crociate, in quanto soldati di ogni regno al comando del re francese , lottavano per la conquista dei territori che ospitarono Gesù tanto che anche suo padre desiderava Francesco cavaliere. Ma lui si convertì alla fede di Dio e decise poi di intraprendere un lungo viaggio per andare a parlare al sultano e porre fine alla guerra. Ci riuscì e a dirla tutta, non so come fece a farsi intendere vista la diversità tra italiano del tempo e lingua araba. Convinse il sultano a trattare per la pace, ma non altrettanto il re . Nella festa odierna i fratelli islamici ricordano l’intervento di Dio che fermò il sacrificio del figlio isacco, accettando un agnello. Passo citato nell’antico testamento e ricordato sia da cristiani che dagli ebrei che però non riconosco Gesù neanche come profeta. Per concludere direi: San Francesco ci ha insegnato l’amore perfetto per Dio, tutti i fratelli e tutto il creato. Non resta che metterlo in pratica in quanto tutti siamo figli di Dio e di Abramo . Che il Signore vi dia pace.
