#storiaeturismo. I BORGHI DEL CENTRO ITALIA PRESENTATI DA VIDA VIALARDI OGGI RACCONTANO AMATRICE

a cura di Vida Vialardi-Redazione

Borgo situato in provincia di Rieti, in una vasta conca verde bagnata dal fiume Tronto, che confina con le regioni di
Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, ai piedi dei Monti della Laga, “ Porta del Gusto” per il Gran Sasso ed il suo Parco. Dal 2015 fa parte della prestigiosa Associazione dei Borghi più belli d’ Italia.
Le prime tracce di questa cittadina risalgono al XI secolo. Nel 1265 entrò a far parte del Regno di Napoli e delle Due
Sicilie che arriverà fino all’ età moderna. Alla fine del XIII secolo, Amatrice era contesa tra le famiglie castellane locali e
dota di una rocca e di mura: la Torre Civica al 1263 è la testimonianza di un ricco periodo di autonomia come comune.
Nel 1529, la cittadina alleata di Francesco I, fu messa a ferro e fuoco dalle truppe di Carlo V; la occupò la famiglia di
Orsini dal 1582 al 1692 dai de’ Medici ed infine ritornò sotto il Regno di Napoli ed alla famiglia dei Borbone. Divenne
poi un borgo rurale, terra di pastori e dei briganti.


Situata in un’area di alto pericolo sismico, Amatrice è stata più volte devastata da terremoti e l’ultimo risale al 2016 che ha completamente distrutto la sua parte antica.
Da ammirare: la Torre Civica, con una cella campanaria la cui campana suona solamente per la festa patronale e per le
elezioni del sindaco; immerse nella vegetazione si trovano le rovine della Porta Castello del XIII secolo; Palazzo Orsini del XVII secolo che dopo varie vicissitudini attualmente è un’ abitazione con una splendida facciata barocca e la Chiesa di San Agostino ( XIV secolo)che ha un portale tardo gotico e al suo interno vi sono prestigiosi affreschi del 1400 “Madonna in trono col Bambino” e “ Annunciazione”. Degni di nota sono la Chiesa e il Convento di San Francesco che risalgono alla seconda metà del XIV secolo, e con la facciata in arenaria, con un rosone e un portale in marmo finemente lavorato e al suo interno si trova un ‘abside ed una navata in stile gotico; la massiccia facciata di Palazzo Paolini del XVII secolo fronteggiato dalla contemporanea Chiesa di San Giuseppe. La Chiesa tardobarocca di Santa Maria del Suffragio e del Purgatorio ed il Museo Civico “Cola Filotesio” che custodisce prestigiosi pezzi di oreficeria sacra e tavole dall’artista locale a cui è intitolato.


Si parla di Amatrice e si pensa alla pasta, ma la ricetta con questo nome è un’arma a doppio taglio visto, che i più associano la famosa pasta alla cucina romana e ne ignorano le origini. È una ricetta legata alle tradizioni come molte altre della cultura pastorale da cui provengono gli ingredienti di base, formaggio pecorino e guanciale di maiale, a cui si aggiungono il pomodoro ( apparso nella seconda metà del 700 durante il dominio borbonico) fino alla “esportazione” a Roma ed alla sua celebrità nel mondo.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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