#storia&turismo. Il Viaggio di Luca Roverselli al Principato di Montecarlo

L’area geografica che oggi appartiene alla città-Stato indipendente del Principato di Monaco – in francese: Principauté de Monaco – era abitata fin dal Neolitico e la forma naturale della baia costituiva un porto naturale, raccolto e protetto, che permetteva alle prime popolazioni che vi risiedevano di occuparsi con tranquillità della pesca e delle varie attività relative alla loro ascesa culturale e sociale. Le prime genti ad insediarsi in quella zona in epoca storica furono i Liguri che già in nel periodo preromano occupavano le regioni a Sud del Po e tutta la catena delle Alpi Marittime. L’antica popolazione semitica dei Fenici, proprio in quei secoli era solita fondare le sue città sulle alture che dominavano il mare e da lì si estendevano poi fino alle montagne.

abbazzia di san colombiano

Questa era la forma canonica delle loro città-stato e dove era possibile, venivano utilizzati a protezione del loro insediamento anche gli isolotti che si trovavano di fronte all’area portuale. Questa cintura protettiva rendeva estremamente difficile qualsiasi incursione da parte di estranei senza che fosse prima scattato un evidente allarme che permetteva una reazione immediata, prima che le forze avversarie fossero giunte in prossimità del centro urbano. Anche il porto naturale che oggi è del Principato di Monaco era appartenuto ai Fenici che successivamente lasciarono quel porto ai Greci. Furono proprio loro a chiamarlo Monoikos, da cui è derivato il nome moderno di Monaco.

Francesco Grimaldi fondatore della dinastia reggente

In seguito i Romani, quando si insediarono in quelle regioni nel 122 a.C. latinizzarono il suo nome in Portus Herculis Monoeci (pronuncia: Monoeki). Più tardi, intorno al 6 a.C. l’imperatore Augusto fece edificare il Tropaeum Alpium sul punto più alto della via Julia Augusta, nei pressi dell’attuale comune francese di La Turbie, per commemorare le vittorie riportate dai suoi generali che determinarono la definitiva sottomissione delle tribù alpine all’autorità romana. Nel Regno d’Italia dell’età carolingia l’area fu parte dell’Impero retto da Carlo Magno e successivamente la potente abbazia di San Colombano di Bobbio diffuse la sua influenza su tutta la regione attraverso la sua opera di evangelizzazione, portata avanti dai monaci colombaniani.

il celebre Casinò di Montecarlo

In quel periodo fu possibile un’importante rinascita agricola di tutte le terre evangelizzate dai religiosi di quell’abbazia, che godevano dell’efficace protezione del Papa. Le terre del Piemonte e della Liguria facevano parte infatti del Feudo monastico di San Colombano di Bobbio e il vasto territorio sotto la sua influenza culturale e politica comprendeva le attuali province che andavano da Alessandria a Reggio Emilia e da Parma a Pisa. L’Abbazia di Lerino, osservando la regola benedettina di San Colombano, aveva esteso la sua influenza su tutta la Costa Azzurra e su tutte le isole. In quell’epoca furono realizzate ampie bonifiche e furono estesi gli uliveti, che ancora oggi rappresentano un’importante parte dell’attività agricola sulle coste liguri. Le intense attività agricole unitamente all’allevamento ha reso possibile nel corso di pochi anni di ottenere ingenti produzioni di olio, burro, formaggi e salumi, aumentando la qualità e l’apporto alimentare di tutta la popolazione.

vista del porto di Montecarlo

Le fondazioni di nuove abbazie furono molte fino alla metà dell’XI Secolo. Tuttavia le incursioni dei Saraceni giunsero ad occupare una parte della Provenza a partire dal IX Secolo stabilendo la loro zona operativa nei pressi dell’attuale città di Saint Tropez, nella loro sede fortificata presso Frassineto e da quella fortezza spingevano le loro incursioni, ad Ovest fino a Marsiglia e ad Est fino a Genova. L’occupazione saracena portò saccheggi e distruzione, oltre alla profanazione di molte chiese e monasteri e solo con l’inizio del pontificato di Benedetto VI, nel 973, si riuscì a porre definitivamente fine alle razzie saracene nella regione della Provenza.

il Palazzo dei Principi di Monaco

Agli inizi del XIII Secolo, nel 1215, fu edificato il primo nucleo della fortezza sull’alto della Rocca, che è oggi sede del Palazzo dei Principi. I contrasti tra la fazione guelfa e ghibellina nella vicina Repubblica di Genova condussero ad una tensione che portò in breve tempo alla richiesta di indipendenza del territorio monegasco e gli storici hanno stabilito convenzionalmente che nella data dell’8 gennaio del 1297 venne finalmente ottenuta l’agognata indipendenza, quando il guelfo Francesco Grimaldi riuscì ad impadronirsi del castello. La vicenda ha risvolti romanzeschi e la storia racconta che il nobile Francesco, detto Malizia per la sua astuzia, si fosse introdotto nella reggia travestito da monaco e che fosse riuscito con tale stratagemma ad assumerne il controllo del castello, aiutato dal cugino Ranieri I. Fu soltanto qualche secolo più tardi che re Carlo VIII di Francia riconobbe ufficialmente l’autonomia del territorio garantendone la protezione in caso di aggressione da parte di forze militari esterne. Monaco divenne un Principato ne 1612 quando i Grimaldi ottennero il titolo di Principi, anche se per decenni il regno dovette subire le dispute di potere da parte dei regni di Francia e di Spagna e il tentativo di dominio condotto dal Ducato di Savoia.

il Trophaeum Alpium edificato da Augusto

Fino alla metà del XIX Secolo il principato comprendeva i comuni di Mentone e di Roccabruna ma le due città si dichiararono libere nella primavera del 1848 e il regno assunse in quell’anno gli attuali confini. Tutta l’area era già apprezzata meta turistica fino dagli inizi dell’Ottocento e l’allora reggente Carlo II ne volle fare un polo per raccogliere il turismo d’élite, perciò commissionò la realizzazione di molte infrastrutture e di varie attrazioni in grado di meritare il consenso del pubblico in linea con il suo progetto. Fu così realizzato nel 1858 il Gran Théatre con il Casinò. La valorizzazione delle ampie spiagge sabbiose fu poi delegata alla Société des Bains de Mer, creata nel 1863. Nel 1868 l’opera fu poi completata con la realizzazione della prima stazione ferroviaria sorta sull’area del Principato. La casa da gioco era in grado di ripianare il bilancio dello stato e presto divenne uno dei Casinò più prestigiosi dell’intero Continente europeo e fu in grado di realizzare un tale gettito di denaro che il sovrano Carlo III da quel momento abolì ogni tipo di imposta diretta sul reddito per i cittadini del suo regno. L’assenza della tassazione per i cittadini nel Principato di Monaco è in vigore ancora oggi e rappresenta una grande attrattiva per tutti coloro che dispongono di un alto tenore di vita, anche per il fato che la concessione della cittadinanza monegasca è subordinata al possesso di un reddito minimo a garanzia di una totale indipendenza economica. A seguito di una serie di proteste di piazza, definite dagli storici come “rivoluzione monegasca” il reggente del Principato modificò il sistema di governo trasformandolo il monarchia costituzionale nel 1911.

la lussuosa Hall dell’Hotel Hermitage di Montecarlo

Il Principe Luigi II di Monaco riuscì a mantenere la neutralità della sua città-stato durante la seconda guerra mondiale, nonostante la breve occupazione del suo territorio da parte delle forze italo-tedesche. La trasformazione moderna del Principato si deve in modo particolare a Ranieri III, salito al trono nel 1949. La storia del suo regno è entrata a far parte dell’immaginario collettivo, creando una tra le storie più celebri che riguardano le famiglie della nobiltà del XX Secolo. L’ascesa di Monaco a polo attrattivo mondiale per il turismo di alto livello è stato infatti agevolato dalla concatenazione di eventi che hanno portato la celebre attrice statunitense Grace Kelly a diventare moglie e principessa consorte del Principe reggente Ranieri II nel 1956 con il matrimonio celebrato in mondovisione.

Ranieri III e la Grace Kelly nel giorno del loro matrimonio

La storia ha avuto un’evoluzione affascinante e dal sapore particolare che è stata in grado di tingere con i suoi colori l’intera anima di quel piccolo regno affacciato sul mare. Le vicende personali del Principe e della famosa attrice che allora era una delle più famose al mondo si sono intrecciate in maniera affascinante come mai prima di allora era capitato per altri personaggi di alta rilevanza pubblica.

Monaco_opera_

L’anno prima infatti Grace Kelly era sulle coste di Montecarlo con il regista Alfred Hitchcock per le riprese del film “Caccia al ladro” con Cary Grant e in quell’occasione conobbe il Principe Ranieri. Il nobile fu subito affascinato dall’eleganza dell’attrice e poco tempo dopo i due progettarono di unirsi in matrimonio con la richiesta da parte di Ranieri che la sua futura sposa troncasse carriera cinematografica non essendo opportuno che la consorte di un regnante apparisse sugli schermi nelle imbarazzanti situazioni che richiedono le sceneggiature dei film.

una manica dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio

Proprio nell’ultima pellicola realizzata da Grace Kelly, “Il cigno”, lei è una giovane nobile che sposa un principe, interpretato da Alec Guinnes, perché il destino di lei è quello di vivere in quell’ambiente e divenire la consorte di un re, come in effetti divenne nella realtà. Anche ai nostri giorni il Principato di Monaco conserva intatto il suo fascino di località di élite e di indisturbato e affascinante angolo di mondo.

Luca Roverselli-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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