In questo nostro spazio tra le fedi religiose della nostra bellissima penisola italica oggi siamo in compagnia di Teodora, di fede cristiana vetero-cattolica, che fin da subito ringraziamo per il tempo concessoci.
Madre Teodora, lei è conosciuta come vescova della Chiesa vetero-cattolica. Cosa significa essere vetero-cattolici e quanti siete in Italia?
Il vetero-cattolicesimo si considera un’istanza di rinnovamento interna al cattolicesimo, basata su un rinnovato studio delle sue fonti bibliche e della sua tradizione.
Pertanto, non un preteso ‘aggiornamento’ del Vangelo (che è quanto di più attuale ci sia), bensì l’impegno di rispondere alle sfide di oggi con la stessa fedeltà e audacia evangelica con cui si rispose a quelle dei secoli passati.
Tra formalmente iscritti, simpatizzanti che frequentano le nostre parrocchie e persone che ci seguono a distanza sui social il numero è difficilmente quantificabile, ma importante e in continua crescita; raggiungiamo anche persone appartenenti a Chiese diverse.
Quale è il vostro credo e cosa vi differenzia dal credo cattolico “romano ” o da quello evangelico o meglio ancora ortodosso?
Il ‘Credo’, cioè la fede, è comune a tutte le Chiese cristiane; poi ogni Chiesa si contraddistingue sul piano delle dottrine con cui la fede comune viene esposta e spiegata.
Come è strutturata la vostra fede religiosa e quali sono i vari sacramenti e ministeri?
Manteniamo la grande tradizione teologica e spirituale del cattolicesimo, con particolari accenti sull’ecclesiologia; i ministeri ordinati sono quelli comuni alle Chiese cattoliche e ortodosse: diaconato, presbiterato, episcopato, oltre a quelli non ordinati; ci governiamo in forma sinodale-episcopale, quindi fondamentalmente democratica, con piena partecipazione del laicato e collegialità di tutti i Vescovi. I sacramenti sono i sette riconosciuti dalle Chiese cattoliche e ortodosse, con la differenza che la confessione auricolare è consigliata ma non obbligatoria e che a determinate condizioni riconosciamo le nuove nozze dopo un divorzio.
Come mai non avete accettato il Concilio Vaticano I?
Il Vaticano I presenta molti interrogativi, sia per la conduzione sia per i condizionamenti cui fu soggetto; i due dogmi della giurisdizione universale del Vescovo di Roma e della sua infallibilità ex-cathedra, secondo i più importanti studiosi di Sacra Scrittura e di storia dell’epoca, non avevano fondamento biblico e storico.
Voglio però chiarire che noi non ci siamo per questo separati dalla Chiesa: abbiamo dichiarato il nostro dissenso ma continuato la vita ecclesiale; naturalmente, quando siamo stati scomunicati, quelli di noi che non sentivano in coscienza di poter aderire ai nuovi dogmi sono stati costretti a organizzarsi in maniera alternativa.
Chi desiderasse maggiori approfondimenti, dove potrebbe trovarli?
Il nome ‘vetero-cattolico’ in Italia è inflazionato, e chi cerca su internet rischia di imbattersi in realtà con cui non abbiamo niente a che fare.
La cosa migliore è seguire i nostri siti:
www.chiesacristianaveterocattolica.org
info@chiesacristianaveterocattolica.org
o la nostra pagina Facebook Chiesa Cristiana Vetero Cattolica.
Ci può raccontare cosa la ha spinta a diventare vetero-cattolica?
Una profonda consonanza interiore con questo modo di vivere e testimoniare il Vangelo; credo inoltre che realizzare concretamente alcune forme di fedeltà ad esso che potrebbero sembrare premature o impopolari (tra cui anche il ministero ordinato femminile) costituisca un’offerta al comune cammino di tutte le Chiese.
Donna e vescova: come riesce a conciliare questo suo cammino?
Se si intende il fatto di essere ministra ordinata, è ormai riconosciuta nel Nuovo Testamento la presenza di donne in quei ruoli da cui sarebbero sorti gli attuali ministeri, e poi il suo protrarsi nella storia; se invece ci si riferisce alla gestione dei ruoli ecclesiali e familiari (sono sposata e ho due figli), si tratta del problema di ridistribuire fra tutti lavoro e impegno domestico; la mia famiglia è stata il mio maggior supporto.
Lei è anche biblista e ha collaborato anche con diverse realtà ecclesiali. ci può raccontare questa sua esperienza?
Collaboro con varie Chiese e con comunità del cattolicesimo romano: la Bibbia è da sempre il campo privilegiato dell’ecumenismo! È un’esperienza di fiducia e
collaborazione fra realtà diverse ma non divise per il fine comune dell’annuncio del Vangelo.
In un tempo pesantemente segnato dalla guerra, ci può lasciare un suo messaggio ?
Quello del Vangelo stesso: accogliere Gesù con fiducia, non rinunciare mai al perdono (chiesto e offerto) e impegnarsi nella caparbia costruzione di un mondo che possa essere ‘casa’ per ogni creatura…
Emanuele Dondolin-Redazione
