#storia&fede. Festeggiati ieri i 400 anni di San Filippo Neri.

Dalla Presentazione alla Storia del Santo della Gioia con alcune installazioni fotografiche di proprietà dell’Amministrazione di contg.news

La Presentazione di Edoardo Cerrato ha aperto i festeggiamenti di Filippo Neri.

Il Comunicato stampa dei Padri dell’ Oratorio del Santo patrono della Gioia

Monsignor Edoardo Cerrato, già Oratoriano della Congregazione di Biella ha presentato,
sabato 26 marzo alle 17:30, la figura di San Filippo e l’attualità dell’Oratorio, a 400 anni dalla Canonizzazione del fiorentino “apostolo di Roma”, dichiarata da Gregorio XV, insieme a quelle di Sant’Ignazio, Santa Teresa d’Avila, San Francesco Saverio, Sant’Isidoro.


Dopo una breve conferenza alle 17.30 nella chiesa dei Padri di San Filippo, egli ha presieduto la Santa Messa delle 18.30 in questo anniversario.


L’attualità dell’Oratorio si ripropone in questo tempo in cui la chiesa ricerca la via del dialogo sinodale, ovvero il cammino da praticare insieme con i laici.

San Filippo ci ricorda che la vita spirituale deve nascere dall’Eucaristia e sempre si deve rinnovare, tanto per i singoli quanto per la intera comunità. Oggi, come allora, soprattutto occorre aiutare il nostro prossimo nel sapersi porre in confronto con la coscienza, attraverso la direzione spirituale e l’accompagnamento delle anime, anche attraverso la confessione.


Guzmán Carriquiry Lecour, segretario incaricato della vicepresidenza della Pontificia
commissione per l’America Latina, a un Congresso generale dell’Oratorio, aveva affermato: “È noto di San Filippo Neri l’impressionante e fondamentale fervore eucaristico: Chiesa ed Eucaristia totalmente compenetrate fanno riferimento al corpo misterioso reale di Gesù Cristo. Egli percepisce il volto del Signore e la sua Presenza reale come una richiesta, una provocazione e insieme la risposta della Fede.

Questo avviene sia nella realtà eucaristica, quanto negli infermi, nei poveri e nei bisognosi. Alla base di tutto c’è la convinzione che la vita spirituale e il cammino della santità non si fondano su una conoscenza teorica per iniziati, per sapienti giusti, ma su un incontro reale, imprevedibile, nelle circostanze concrete della vita accessibile a qualunque persona, di qualunque stato o condizione, accolta con lo stupore di un bambino.

È questo realismo, quello dell’incontro, della riconciliazione con sé e con gli altri, che rende Filippo Neri attento alle circostanze della vita di ogni persona in cui la grazia si incarna.”


L’uomo contemporaneo, in mezzo ai grandi e terribili fermenti che viviamo, deve riscoprire
il senso profondo della vera pace, che è soprattutto ritrovare un luogo di accoglienza e di perdono.


La vita oratoriana è la proposta di Cristo vera pace: “chi vuole altro che Cristo non sa che cosa voglia” e l’Oratorio è un cammino sinodale nella sua stessa identità, spesso senza clamori, nell’integrazione di carismi e ministeri, soprattutto perché è proposta in un clima davvero familiare.


Ringraziamo dunque questi 400 anni di storia per essere stati un percorso di tanti sacerdoti
e laici, in un argine ed insieme in una provocazione quotidiana tesa a ritrovare costantemente l’identità spirituale personale e comunitaria nella Chiesa e nella società.

La Storia di San Filippo Neri. Un quarto di secolo. Un quarto di generazione.

Filippo Neri è detto l’Apostolo di Roma nel novero dei Santi che fiorirono in Roma nel secolo XVI. Nato a Firenze nel 1515, venne nella Città Eterna a 19 anni, dopo aver rinunciato a una concreta prospettiva di ricchezza, e vi rimase fino alla morte.


Laico fino a 36 anni, partecipe e animatore di tante iniziative laicali di apostolato, si guadagnò la vita insegnando privatamente e insieme frequentando l’Università per completare la sua formazione umanistica e apostolica.

Amante della natura, come S. Francesco di Assisi, sempre lieto, d’una letizia sana e santa, che, quasi senza volerlo, comunicava a chiunque lo avvicinasse, nemico delle pose e delle ostentazioni, faceto e a volte quasi burlone, arrivava dovunque si potesse fare del bene.


Nelle catacombe di S. Sebastiano, che egli frequentava fin da giovane, nei giorni precedenti
la Pentecoste del 1544, ebbe dallo Spirito Santo la prova sensibile che la carità di Dio era con lui: come “un ardore di fuoco” gli penetrò nel cuore dilatandogli il petto; e fu un Santo veramente “pentecostale”.


Amava i giovani, e li voleva buoni e allegri; li educava a vita cristiana gioiosamente,
trasfondendo in loro la sua grande devozione e sapeva anche compatire i più piccoli,
incoraggiandoli e facendosi “coi fanciulli fanciullo sapientemente”.


Visitava e assisteva i malati negli ospedali degli incurabili e per i pellegrini “romei” fondò
un’apposita Confraternita, attrezzando, con alcuni compagni, una grande casa per loro, dedicata alla SS. ma Trinità. Si prodigava per raccogliere le comunità nazionali e mantenere le identità di coloro che giungevano a Roma.


Sapeva distogliere la gioventù dalle carnevalate sfrenate, con geniali forme di sana ricreazione, come la famosa visita alle Sette Chiese.


Dopo la sua ordinazione sacerdotale nel 1551, la sua attività spirituale e pastorale fu
fondamentalmente centrata sulla direzione spirituale e, tra coloro che frequentavano gli incontri personali, nacquero amicizie e sodalizi, che San Filippo orientò per inventare una prima forma di incontri di preghiera e meditazione – il “dialogar con Dio” – che poi presero la forma dell’Oratorio, in cui la lettura della parola di Dio era condivisa familiarmente.

Aveva poi un’abilità speciale per indurre artisti e studiosi a mettere il loro genio a servizio di Dio: fu così che nacquero gli Oratori in musica, gli Annali Ecclesiastici (impegno del futuro cardinal Baronio), primo lavoro di storia del cristianesimo e l’interesse per l’archeologia sacra.


Coinvolse innumerevoli oziosi cortigiani, ma anche molti popolani, istituendo lieti
trattenimenti spirituali pomeridiani, detti gli Esercizi dell’Oratorio, in cui la musica sacra trovava ampliamento in un “dialogar cantando”, indirizzandosi al melodramma con temi morali.


Intorno a Filippo sorse così spontaneamente una fioritura di vocazioni, tanto a servizio di
una prima comunità dedita a questi incontri, poi riconosciuta dal Papa Gregorio XIII come
Congregazione dell’Oratorio, primo esempio moderno di vita comune del clero secolare. quanto per indirizzare molti giovani tra i Religiosi, per i quali era un felice “pescatore” di vocazioni.


Di tutti era amico e confessore: popolani e principi, laici e cardinali, buoni e cattivi, tutti
riusciva a rendere migliori. I Romani lo venerarono come padre, compresi alcuni Papi che più volte gli offrirono le più alte dignità, che egli scherzosamente, ma risolutamente, sempre rifiutava, a volte sospirando: “Paradiso, Paradiso”.


Numerosi i miracoli attribuiti alle sue preghiere ancora vivente e dopo la morte, in vantaggio di ogni sorta di persone.


Mori serenamente, in atto di implorare la benedizione di Dio sui discepoli, all’alba del 26
Maggio 1595. fu canonizzato nel 1622 dal Papa Gregorio XV.

Fotogallery di proprietà di contg.news

Alcuni scatti fotografici della cerimonia officiata nella Chiesa dei Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri alla presenza dei parroci della città , del clero diocesano , del vescovo emerito di Casale Monferrato monsignor Alceste Catella.

Redazione -c.s.

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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