#storia&turismo. Ignazio Silone. Michel Camillo ci presenta il secondo scrittore più famoso dell’Abruzzo dopo D’Annunzio

Silone

Il secondo scrittore abruzzese per importanza (dopo Gabriele d’Annunzio, che abbiamo già avuto modo di presentare) è Ignazio Silone.



Egli in realtà si chiamava Secondino Tranquilli e nacque a Pescina (vicino a L’Aquila) il 1 maggio 1900; la sua infanzia e la sua adolescenza furono segnate dalla morte del padre nel 1911 e dal terremoto di Avezzano del 13 gennaio 1915 nel quale perse la madre e altri familiari. Oltre allo scrittore, si salvò suo fratello Romolo.



Ignazio Silone fu fra i fondatori del partito comunista d’Italia, ma ne fu in seguito espulso per la sua dissidenza nei confronti della linea stalinista; si spostò allora su posizioni affini al socialismo democratico.

Si spense a Ginevra il 22 agosto 1978.



Le opere principali di Silone sono: Fontamara, Vino e pane, Il seme sotto la neve, Il segreto di Luca, La volpe e le camelie, L’avventura d’un povero cristiano …

Bisogna dire che la critica non è stata unanime nell’esaltare Ignazio Silone; ad esempio, Salvatore Guglielmino ed Hermann Grosser esprimono un giudizio critico negativo, “per il carattere decisamente antiquato del suo narrare, che spesso tende al facile effetto e dà luogo a romanzi che si risolvono in naturalistici reportages”.



Tuttavia, almeno per Fontamara, ci sembra che all’autore vada riconosciuto il merito di una tecnica narrativa piuttosto originale, in quanto vi è un’alternanza di narratori, come dimostrano questi esempi:



“Quello che seguì, lo racconterà mio figlio”



“Il resto lo potranno raccontare mia madre e mio padre”





Sempre per Fontamara va sottolineato che la vicenda è immaginaria, che non bisogna prendere alla lettera la dichiarazione iniziale del narratore:



“Gli strani fatti che sto per raccontare si svolsero nel corso di un’estate a Fontamara”.



Michel Camillo-Redazione

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