#storia&turismo Il Viaggio di Luca Roverselli in Francia

Cannes

I territori che costituiscono l’attuale Francia presentano le tracce di insediamenti umani che risalgono alla notte dei tempi. I più antichi gruppi appartenenti al genere homo erano infatti presenti su quelle terre già nel Pleistocene, a partire da circa 1.800.000 anni fa, e hanno abitato quei luoghi per un lunghissimo periodo, che abbraccia ben tre glaciazioni, quelle di Gunz, di Mindel e di Riss. In questa fase della sua evoluzione l’uomo percorre una grande parte del suo cammino evolutivo, aumentando via via la sua encefalizzazione che, per ben due volte, viene raddoppiata, raggiungendo gli attuali 1.400 centimetri cubici circa 200.000 anni fa. Quindi questi territori dell’attuale Europa rappresentano a tutti gli effetti una delle più arcaiche culle dell’umanità e tutte queste fondamentali fasi di trasformazione fisica e intellettuale dell’uomo avvengono in un tempo che è circa mille volte più lungo di quello che separa i nostri giorni dall’epoca dell’antica Roma. Quelle pianure, quei fiumi e quelle valli hanno potuto conoscere tutte le tappe della nostra evoluzione e ciò che siamo oggi dipende in grande misura da un intreccio di stimoli ambientali e da una serie di risposte evolutive che i corpi e le menti di quei nostri lontani antenati hanno saputo dare in quell’epoca antichissima.

gli incantevoli castelli sulla Loira

Quel tempo così lontano è chiamato dagli studiosi “paleolitico inferiore”. Nell’epoca che segue gli insediamenti umani dell’evoluta specie homo sapiens ci hanno lasciato testimonianze eccezionali dell’elevato livello intellettuale raggiunto e in varie caverne francesi possiamo ammirare sbigottiti la qualità dei loro disegni rupestri. Questi siti che risalgono fino a 30.000 anni or sono hanno caratteristiche stupefacenti. Ci sono animali, dipinti nell’atto di correre o di saltare, ma non solo: ci stupiscono alcune realizzazioni pittoriche nelle quali l’artista è riuscito a rendere perfettamente con pochi tratti, degni di un attuale disegnatore di fumetti, un animale in corsa visto di tre quarti, rendendo in maniera ottimale le forme e le proporzioni del suo corpo. La rivoluzione neolitica, che porta con sé l’instaurarsi dell’agricoltura, inizia poi intorno al 4500 a.C. Nel 900 a.C. arrivano nelle aree geografiche della Francia i Celti che avevano spinto i loro stanziamenti sui territori dell’Europa, dalle isole britanniche fino al bacino del Danubio.

i magnifici giardini della Reggia di Versailles

Essi rimasero sempre distinti in varie popolazioni, pur avendo identità di vedute religiose e culturali. Durante l’età del ferro la parte delle popolazioni celtiche che si erano espanse in una parte dell’Europa continentale furono chiamate Galli dagli antichi Romani. A partire dal IV Secolo a.C. si espansero in un’ampia area del continente che comprendeva gli attuali confini di Germania, Svizzera, Repubblica Ceca e Italia settentrionale. Tutta l’area meridionale della Gallia fu poi condotta sotto la dominazione romana nel 125 a.C. Pochi decenni più tardi, nel 51 a.C. l’Impero Romano incluse il resto delle regioni galliche nei propri vasti possedimenti, dopo la Guerra di Gallia, portata a termine da Gaio Giulio Cesare nel corso di una campagna militare durata sette anni e da lui narrata nella sua più celebre opera letteraria, il De Bello Gallico. La civiltà gallo-romana che ne segue consente alla Francia di importare una base di cultura latina e di proseguire la sua storia verso la cristianizzazione, che avviene tra il II e il IV Secolo. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476, quando Odoacre depone l’ultimo imperatore Romolo Augusto, che ormai governava un impero sull’orlo del collasso economico, la Gallia viene invasa in varie ondate da popolazioni di provenienza germanica, gli Alemanni al Nord, i Burgundi nelle aree meridionali e soprattutto i Franchi che si insediarono stabilmente nella regione alla quale cambiarono il nome in Francia.

il fastoso barocco di Versailles

Il regno franco fu retto da due potenti dinastie, la prima furono i Merovingi che regnarono dal 450 circa con Méroveo, fino al 737 con Teodorico IV e poi fu il tempo dei Carolingi con Carlo Martello. Il giorno di Natale dell’anno 800 nasce infine l’Impero Carolingio sotto la guida di Carlo Magno, incoronato da papa Leone III nell’antica basilica di San Pietro in Vaticano. L’Impero carolingio era suddiviso tra vari signori feudali che governavano ognuno una delle regioni di quel vasto territorio. Esisteva poi una gerarchia di feudatari ai quali erano affidate le terre che componevano l’impero, La più bassa era quella dei conti che governavano le Contee.

la celeberrima Tour Eiffel simbolo di Parigi

Nel mezzo della gerarchia stavano poi i marchesi che avevano la responsabilità di una Marca o Marchesato e ancora più in alto c’erano i duchi che erano al governo dei feudi più importanti, i ducati. Per sincerarsi che i feudatari rimanessero fedeli all’Impero, ogni anno venivano inviati nei loro territori i missi dominici, che avevano il compito di controllare l’operato del signore locale. I feudi non erano dislocati in asse ereditario e alla morte del signore a cui erano stati affidati, ritornavano all’Imperatore che a sua volta li affidava ad un altro suo vassallo. Nell’anno 987 Ugo Capeto, duca di Francia e conte di Parigi viene incoronato come primo Re di Francia. I primi re estesero progressivamente il dominio del regno franco incuranti dell’opposizione dei Plantageneti, casata inglese divenuta influente dal XII Secolo con Enrico II d’Inghilterra. Quell’attrito con la dinastia inglese prese gradualmente una forma definita che sfociò nella guerra dei cent’anni, durata dal 1337 al 1453 e che conobbe le gesta di Giovanna d’Arco la quale iniziò la riscossa francese a partire dal 1429, dopo che Enrico VI d’Inghilterra, entrato a Parigi, si nominò re di Francia. Durante questo conflitto rientrarono sui campi di battaglia gli eserciti professionali, che erano scomparsi dall’epoca dell’antica Roma. All’inizio del XVII Secolo, con Lugi XIII (Tredici) al potere coadiuvato dal Cardinale Richelieu si rafforza la monarchia assolutistica che caratterizzerà il regno di Francia per il successivo secolo e mezzo. Durante questo periodo storico la Francia assume la statura di massima potenza dell’Occidente e arriva ad influenzare profondamente la cultura europea.

uno spaccato del reattore a fusione ITER

Era l’epoca delle grandi esplorazioni e molte sapienze elaborate dai popoli orientali giungevano a contatto con il vecchio continente consentendo di conoscere da una prospettiva diversa i profondi interrogativi che l’uomo si è sempre posto sulla natura del mondo e di se stesso, come essere senziente dotato della scintilla del pensiero. Questo accadeva proprio nel momento in cui la Francia godeva di un periodo particolarmente florido e l’influenza del pensiero francese era in tal modo proiettato sulle immense regioni geografiche governate dal Re Sole, Luigi XIV. Le terre dell’Impero erano infatti talmente estese che su di esse non tramontava mai il Sole. Ma proprio durante il regno del Re Sole una serie di campagne militari molto dispendiose che incisero pesantemente sull’economia del Paese segnarono l’inizio del declino della monarchia francese. Successivamente, avendo preso forza la consapevolezza di una società fondata sulle ineguaglianze e sulla povertà dei sudditi, il pesante malcontento sfocia nel decennio della grande Rivoluzione che esplode nel 1789 e che continuerà fino al 1799. I sovrani allora in carica, re Luigi XVI e la sua consorte Maria Antonietta vengono deposti e ghigliottinati. Nel corso della rivoluzione viene redatta per la prima volta nella storia la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” che sarà fondamento di tutte le Costituzioni europee.

la Nike di Samotracia

La Rivoluzione francese sfocia poi nel periodo imperiale napoleonico che inizia con la discesa di Napoleone in Italia nel 1796. Bonaparte, in un susseguirsi continuo di guerre contro le coalizioni delle potenze europee antifrancesi, diviene di fatto il dominatore della politica su tutto il continente. La situazione di supremazia napoleonica dura però per i pochi anni che vanno dal 1805 al 1814. Nel 1809 Napoleone annette al suo impero anche lo Stato pontificio e con l’esilio in Francia di papa Pio VII, cessa di esistere il Sacro Romano Impero. All’inizio della sua egemonia Bonaparte è considerato un liberatore dai regimi ingiusti e assolutisti, dagli stessi popoli che ha conquistato ed egli crede di potersi espandere anche nelle vaste aree della Russia. La campagna militare nelle terre degli Zar iniziano così nel 1812, con un avvio travolgente, forte di un esercito composto da più di 600.000 uomini. Nell’ottobre del 1813 però una coalizione europea sbarrò la strada a Napoleone e le stesse forze il 31 marzo dell’anno successivo entrarono a Parigi costringendolo ad abdicare.

l’apoteosi del barocco a Versailles

Napoleone ottenne così la sovranità dell’Isola d’Elba, ma nel marzo 1815, sbarcato in Francia con alcuni uomini, rientra a Parigi riunendo il suo esercito. Immediatamente si riforma un’alleanza antifrancese e l’epilogo della storia napoleonica ha luogo presso di Bruxelles, nelle campagne di Waterloo il 18 giugno 1815 dove Napoleone è definitivamente sconfitto ed è esiliato nell’isola di Sant’Elena, in mezzo all’Atlantico, dove morirà il 5 maggio del 1821. L’eredità napoleonica non può essere liquidata con un lapidario giudizio sulla violenza militare e l’oppressione ma nel suo operato sono presenti anche l’introduzione del Codice Civile, che poi si diffonderà in tutte le nazioni occidentali e l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, altra grande conquista destinata a influenzare tutte le legislazioni del mondo occidentale. Quindi come sostiene Alessandro Manzoni a proposito dell’epoca napoleonica: “Ai posteri l’ardua sentenza” e intanto la Francia del XIX Secolo vive quel cambiamento epocale che la condurrà ad essere la madre di quei cambiamenti culturali e sociali che interesseranno gli ultimi decenni del secolo. Era un momento di benessere diffuso e in cui regnava una percezione positiva della vita e del mondo, che prese il nome non casuale di “Belle Epoquè”.

Quella stagione positiva inizia al tempo della costruzione della Tour Eiffel, in occasione del grande Expo internazionale del 1889 e dalla Francia dilaga in tutto l’Occidente, assumendo diversi nomi e manifestando diverse declinazioni. L’epoca d’oro termina poi con le vicende che trascinano l’Europa nella prima e poi della seconda guerra mondiale e dopo la Liberazione il Paese partecipò alla creazione nel 1950 della prima forma di comunità tra nazioni europee, la “Comunità europea del carbone e dell’acciaio” e poi la Francia firmò a Roma nel 1957 il “Trattato di Roma” che stabilì la fondazione del mercato comune europeo. La Francia ospitò nel 1948 l’importante assemblea che il 10 dicembre firmò la “Dichiarazione universale dei diritti umani”. Ai nostri giorni la Repubblica francese è tra gli stati più industrializzati al mondo ed è protagonista delle più avanzate ricerche in campo scientifico e industriale.

Nel suo territorio è oggi in atto la realizzazione del primo reattore al mondo, frutto di una collaborazione europea, che sfrutta la fusione nucleare tra nuclei leggeri di deuterio che vengono fusi nei nuclei immediatamente più pesanti presenti sulla tabella periodica, l’elio, al fine di produrre energia pulita. La macchina oggi in fase di sviluppo sarà in grado di generare scorie con emivita – tempo di dimezzamento – molto breve, che ridurrà rapidamente la radioattività a valori irrilevanti.

Al presente ci sono ancora alcuni problemi tecnici da risolvere che riguardano le intrusioni presenti nella composizione degli acciai che costituiscono la camicia del nucleo. Un’alternativa già allo studio è la realizzazione di un reattore idrogeno-boro che però richiede una temperatura di ignizione di 1.000.000 di gradi, pari a circa cento volte quella del nucleo del Sole. La Francia è praticamente un bacino illimitato per quanto riguarda le aree di interesse turistico e culturale. Parigi che, grazie alle sue prospettive e alle grandiose dimensioni dei suoi boulevard, è da molti giudicata come la città più bella del mondo. Il celebre Museo del Louvre, con una delle opere scultoree più imponenti mai realizzate: la Nike di Samotracia, che accoglie il visitatore dall’alto della scalinata e lo conduce nel tempio dell’arte. Ma ci sono anche i suggestivi castelli sulla Loira e i caratteristici paesi della Bretagna, con le loro casette dai colori luminosi che conferiscono al paesaggio un velo di mondo antico e di vivere genuino difficilmente ritrovabile in altri luoghi. E poi la costa del Sud con le sue rinomate località balneari e mondane come Saint Tropez e Cannes.

Luca Roverselli-Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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