storia/Il Viaggio di Luca Roverselli in Arabia Saudita

a cura della Rubrica Le Memorie e I Viaggi

L’area dell’Asia sud occidentale, occupata dalla penisola araba, costituisce una dalle quindici regioni del nostro pianeta nelle quali si è costituita ed organizzata in tempi ancestrali la società umana e per questo motivo quell’area è considerata tra le culle della civiltà. I primi centri di insediamento stabile sono nati in quelle terre in epoche antichissime e l’attuale centro urbano di Medina è presente già nelle cronache assire intorno all’XI Secolo a.C. Ma si tratta sempre di insediamenti gli uni indipendenti dagli altri, che non costituiscono la massa culturale unita di un Paese. La costituzione di una grande unità politica nella penisola araba è notevolmente recente e nasce nell’Arabia centrale non prima della metà del XVIII Secolo. Allora l’emiro Muhammad ibn Sa ud, signore del Najd radunò le sue forze sotto l’ideale islamico hanbalita, grazie all’influenza di Muhammad ibn Abdal-Wahhab. Egli originariamente governava una frazione centrale dell’area araba, un altopiano che si innalza fra i 762 e i 1.525 metri e composto da vari villaggi formatisi attorno ad una moltitudine di oasi. Per il secolo e mezzo successivo le fortune della famiglia del nuovo sovrano d’Arabia furono alterne per via del conflitto di potere che riguardava la regione. Quelle terre erano infatti contese dall’Egitto e dall’Impero Ottomano. Nel 1902 Abd al-Aziz Al Sa ud conquistò Riyad, la storica capitale del regno e nel volgere di un decennio si trovò a governare l’intero territorio arabo con la sua dinastia che si stabilì al potere l’8 gennaio 1926 Abd al-Aziz al Sa ud è incoronato re dello Hijaz, la fascia occidentale della penisola araba, strappando la regione al re hascemita Ali al-Husain.

La geografia dell’Arabia Saudita e molto variegata e si parte dalla stretta regione costiera della Tihama, che si affaccia sul Mar Rosso e presenta un deserto umido costellato da oasi, e si arriva ad innalzarsi sulla catena montuosa del Jabal al-Hijaz che taglia tutta la penisola da Nord a Sud. Oltre la catena montuosa si trova l’altopiano del Najd che ospita la capitale del Regno saudita, Riyad. La gran parte dell’interno del Paese è praticamente disabitata ed è caratterizzata da enormi estensioni desertiche dal clima semi-arido e meno del 2% delle aree dell’Arabia Saudita hanno caratteristiche compatibili con la coltivazione. Anche la formazione dei centri abitati ha dovuto fare i conti con l’inospitalità di quei territori e le città si trovano perciò principalmente sulle coste, ma anche in prossimità delle oasi interne, come Al Hofuf  o come Burayda, che è il capoluogo della provincia di al-Qasim e, considerando la sua posizione nel cuore del deserto, conta la notevole popolazione di 614.000 abitanti. Un altro problema della geografia dell’Arabia Saudita consiste nella totale assenza di fiumi permanenti durante il corso dell’anno. Tutti questi fattori hanno portato allo stanziamento di una popolazione molto ridotta se rapportata alla grande estensione territoriale del Regno.

I residenti, contando anche gli oltre 6 milioni di stranieri che vivono e lavorano sul territorio, sono solamente 27 milioni. Fino agli anni Sessanta del secolo scorso la maggioranza dei sauditi conduceva una vita nomade ma, con lo stabilizzarsi dell’economia del Paese resa possibile grazie alle enormi risorse energetiche di cui dispone, oggi oltre il 95% della popolazione saudita si è sedentarizzata. Il paese gode di un fascino misterioso e spirituale ed è sede dell’area di massima sacralità per i Fedeli musulmani, ospitando la città sacra de La Mecca e l’antica e maestosa Medina. Paese simbolo dell’Islam, l’Arabia Saudita è il luogo dove è avvenuta la Rivelazione coranica raccolta dal Profeta Maometto nel VII Secolo.

La stessa geografia di tutta la regione, fatta di immensi deserti e di alte montagne si presta notevolmente alla meditazione e all’ascesa. L’uomo qui è accompagnato dalla visione di quei paesaggi, alla percezione di un mondo che va oltre il noto umano e trascende gli ambienti ordinari che ne limitano l’elevazione individuale e spirituale.

la splendida Moschea del Profeta a Medina

Al nostro tempo l’Arabia Saudita è una nazione moderna dove coabitano luoghi sacri animati da grande tradizione con sfolgoranti grattacieli, sedi delle più importanti Società petrolifere del pianeta. La sua capitale che è anche la città più grande del Paese, è Riyad, che in arabo significa “giardini” ed è un’oasi verde che sorge in un’ampia area desertica contando oltre 3 milioni di abitanti.

La città vanta monumenti famosi come il Kingdom Tower Center e la Torre al-Anud. Medina si presenta invece con un aspetto sorprendente, in arabo il suo nome significa “Illuminatissima”, si trova nella regione dell’Hijaz e occupa la vasta area di un’oasi verdeggiante posta su di un’ampia pianura. I suoi abitanti sono quasi un milione e dista solo 200 chilometri dal Mar Rosso. I Romani la chiamavano Yatrippa nelle mappe realizzate nel corso delle esplorazioni della penisola araba al tempo di Augusto. Burayada è molto interessante e di una suggestione davvero particolare e rappresenta ciò che di più esotico può offrire l’intera Arabia Saudita. La città sorge come un miraggio dall’assolato centro del grande deserto arabo.

. La sua architettura modernissima dalle forme ardite e dall’aspetto lucente le conferisce un sapore che la proietta  fuori dal tempo. L’esplorazione delle aree interne richiede perizia e conoscenza del territorio e delle caratteristiche del clima e del terreno. I conducenti locali, esperti della guida sulle sabbie di quel particolare deserto sono abituati a sgonfiare parzialmente gli pneumatici delle vetture fuori strada per garantire un’ottimale presa sulla superficie sabbiosa nel superamento delle dune. Qui infatti le dune si formano con pendenze che raggiungono spesso il 100% di pendenza, che corrisponde ad un angolo di 45° e la perizia nella guida per gestire la vettura in quelle condizioni, sempre al limite del ribaltamento, non si può certamente improvvisare.

Luca Roverselli-Redazione

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