Il Viaggio di Vida Vialardi nelle Marche

a cura della Rubrica Il Viaggio di Cristoforo Colombo. / storia

È una regione a statuto ordinario con capoluogo Ancona. Affacciata sul Mar Adriatico ha un territorio uniforme, occupato principalmente da colline verso il mare: a nord confina l’ Emilia Romagna a sud con l’Abruzzo a ovest con la Toscana ed a est con il Mar Adriatico ; purtroppo questo territorio è tristemente soggetto ai terremoti.

Piantina geografica


I primi abitanti della regione furono probabilmente i Piceni durante l’età del ferro, poi arrivarono i Galli, poi i Greci che fondarono l’attuale città di Ancona; giunsero poi i Romani che unirono le Marche e Roma con due strade: la Flaminia e la Salaria.


Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la regione passò all’Impero Romano d’Oriente. Durante il periodo longobardo le Marche furono divise in due: una parte restò sotto il dominio dell’Impero Romano d’ Oriente, l’altra passò sotto i Longobardi.


Durante il Rinascimento il Ducato di Urbino diede alla regione un periodo di eccellenza artistica e culturale. Nell’epoca moderna ricordiamo la Settimana Rossa irruzione del popolo nel 1914 e la rivolta dei Bersaglieri nel 1920.
Del dominio romano si possono ammirare ancora archi, statue in bronzo d’orato, ponti e antichi monasteri; del periodo Medioevale esistono tutt’ora rocche e castelli sparsi in tutta la regione.


Le Marche sono il luogo natio di Donato Bramante famoso architetto e pittore della metà del 1400; figura tra i maggiori artisti del Rinascimento italiano; lavorò anche con Piero della Francesca e con Leonardo Da Vinci alla corte degli Sforza e trasformò lo stile classico del XV secolo dandogli un aspetto più movimentale.
Nel campo letterario troviamo un altro personaggio celebre: Giacomo Leopardi, famoso poeta e scrittore di fine Settecento, figura tra le più importanti della letteratura del Romanticismo: ricordiamo A Silvia, L’Infinito, Il Sabato del villaggio, La Quiete dopo la tempesta.
Altra importante figura è Maria Montessori di fine 800, educatrice, pedagogista, e medico; fu infatti la prima donna italiana a laurearsi in medicina. Candidata al Premio Nobel per la Pace e prima ed unica donna a cui dedicarono una banconota : la celebre Mille Lire italiane.
Il gusto alimentare dominante delle Marche è ovviamente il pesce, cucinato in vari modi:
crudo, cotto, semplice o più elaborato.
Sono eccellenti vasti tipi di salumi e formaggi soprattutto i pecorini, i tartufi neri e bianchi e l’olio vergine d’oliva.
Uno degli ingredienti fondamentali per la cucina è lo zafferano: spezia di origine asiatica o araba.


Ottimo il ciauscolo insaccato riempito di carne suina, vino bianco, aglio, pepe, che ha la consistenza di paté e si gusta spalmato su fette di pane; la casciotta d’Urbino , formaggio D.O.P. a pasta semicruda composta dall’ 80% di latte
ovino, di colore bianco paglierino, dal sapore dolce e leggermente acido;
deliziose poi le olive ascolane del Piceno D.O.P. grandi ripiene a forma allungata e
irregolare, croccanti dal gusto amarognolo; si possono farcire con polpa di maiale e manzo, impanate, fritte vengono servite come aperitivo o aggiunte nel fritto misto : specialità conosciuta in tutto il mondo;
infine i maccheroncini di Campofilone tagliolini di pasta all’uovo molto sottili conditi col ragù.


Le Marche hanno una grande tradizione dolciaria: tra i dolci più conosciuti ci sono le castagnole, palline di pasta spolverate di zucchero a velo tipici del periodo di Carnevale che possono assumere anche altre forme;
i maritozzi soffici e golosi panini dolci con arancia candita e coperti di panna montata; i cavallucci di origine contadina di vecchia tradizione che si mangiano in inverno; i calcioni dolci tipici di Ancona di sapore dolce, piccante con uno spiccato profumo di
formaggio.


L’enologia è una risorsa molto importante, produce circa venti qualità di vino con numerose D.O.C. ; tra i bianchi quelli dei Castelli di Jesi e Matelica dai bouquet profumati
tendenti all’amarognolo; il bianco dei Colli Maceratesi adatto al pesce, carne bianca e antipasti; il Falerio dei Colli Ascolani e Pesaresi dal bouquet secco e profumato.


Tra i rossi i più famosi è il fruttato Rosso Conero ; il Rosso Piceno delicato e morbido; L’Esino rosso dal bouquet più intenso degli altri due di color rubino e i Colli Pesaresi dal riflesso violaceo, amarognolo e aromatico. Il più antico rosso è il Lacrima di Morro d’Alba
dal bouquet aromatico e persistente di color rosso rubino.

Vida Vialardi-Collaboratrice della Direzione


Profilo Facebook: Vivi Vialardi Pagina Facebook:contg.news Pagina Instagram: contg_news_emad

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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