Storia/Il Viaggio di Luca Roverselli a Sharm el-Sheikh.

a cura di Rubrica Il Viaggio di Cristoforo Colombo – storia

La Penisola del Sinai è caratterizzata da una varietà di paesaggi naturali unici nel loro genere, che partono dagli aridi altipiani del Nord, dove la penisola confina con il Mar Mediterraneo, per arrivare alla regione meridionale, costellata di floride località balneari che si affacciano sul Mar Rosso.


il lago bardawil

Nella parte settentrionale troviamo pochi insediamenti umani. Un centro interessante è però rappresentato da Al-Arish, nucleo urbano situato sulla strada che collega la capitale di Israele, Tel Aviv, con Il Cairo. La rotta, percorsa ancora oggi dagli autobus che prestano servizio lungo quella linea, è di particolare interesse storiografico ed etnografico perché è la stessa che praticavano gli antichi mercanti ed era percorsa durante le incursioni di quei popoli che tentavano di invadere l’Egitto, fino dall’epoca dei Faraoni, oltre tremila anni fa. In tutta la costa orientale la strada costeggia il mare attraversando una molteplicità di villaggi abitati da beduini.

il Sinai dove il deserto incontra il mare

Qui si distende il lago Bardawil che genera un paesaggio davvero particolare: è una via di mezzo tra una laguna ed una palude, separata dal mare da un cresta calcarea dai colori cangianti. La sponda est del lago ospita l’area naturale di Zaranik, habitat esclusivo di una grande quantità di specie di uccelli e di fauna marina, oltre a consentire la vita di molte qualità floreali rare.

il suggestivi e imponente Monastero di Santa Caterina

La zona centro-meridionale del Sinai è invece caratterizzata da un’estesa area di montagne aride e scoscese dal caratteristico aspetto color ruggine. Si tratta di una regione quasi completamente disabitata e intrisa da storie antiche di misteri ancestrali e di inquietanti presenze che la rendono particolarmente affascinante per i visitatori. Le escursioni in quelle zone devono essere progettate e condotte da personale del luogo, esperto e qualificato.

incredibile vista sulla barriera corallina di Sharm

All’interno dell’area Sud della penisola incontriamo il Monte Sinai, testimone del passaggio di Mosè e intorno alle sue pendici si distende, su 4.350 chilometri quadrati, l’Area Protetta di Santa Caterina, creata per proteggere flora e fauna e per conservare i diversi siti archeologici e religiosi della regione.

Il luogo è dominato dall’omonimo monte che è il rilievo più elevato dell’Egitto con i suoi 2.629 metri. Ai suoi piedi è incastonato nelle montagne desertiche dalle ripide pendici, il Monastero di Santa Caterina, che nel contesto di quel paesaggio, acquista un aspetto quasi surreale.

Tutta l’area protetta ha caratteristiche che possiamo trovare quasi solamente in questi luoghi, una delle quali è l’ecosistema dei deserti d’alta quota, che sono capaci di offrire paesaggi davvero impressionanti. Di estremo interesse è il sentiero che porta verso Wadi Arbaeen e arriva fino alla “Roccia di Mosè”, dove sono visibili i dodici solchi dai quali si dice sia sgorgata l’acqua quando il Patriarca la colpì con il bastone. Un’altra escursione che vale la pena di provare è nella “Valle Blu”, che prende il nome dal lavoro dell’artista belga Iean Verame il quale agli inizi degli anni 80 dipinse le rocce di quella valle di un colore blu intenso.

un villaggio del Sinai classico

All’interno dell’area si trova poi la più grande oasi della penisola, Wadi Feiran, una gola che si snoda sinuosa tra pareti di roccia che si innalzano a strapiombo, percorsa da ombrosi palmeti incastonati nelle montagne.

un villaggio slee vie delle oasi

La Penisola del Sinai è tutto questo, con un paesaggio naturalistico unico al mondo, fatto di antiche vie che attraversano il deserto e che, come per magia, in modo inaspettato, si aprono in profonde valli verdeggianti o altre volte scompaiono in ripidissimi canyon che frantumano la roccia.

una struggente immagine del Monte Siani

E poi c’è l’altra anima del Sinai, che la completa e ne costituisce il suo doppio, là dove le terre della penisola si incuneano nelle limpide  acque del Mar Rosso. La località turistica più nota è senza dubbio Sharm el Sheikh, situata proprio sulla punta Sud della penisola, nel golfo di Aqaba. Si tratta di una città modernissima, costruita ex novo a partire dagli anni 90 del secolo scorso, quando il Governo egiziano decise grosse agevolazioni per la realizzazione di installazioni a scopo turistico. Il turismo rappresenta infatti il primo business economico dell’Egitto, con introiti superiori anche a quelli che derivano dalle estrazioni petrolifere.

un’oasi nel deserto del Sinai

Il turismo riveste una tale importanza strategica per l’economia del Paese che lo Stato ha costituito un apposito corpo di polizia con il compito di proteggere i visitatori stranieri durante la loro permanenza sul territorio egiziano. A Sharm il turismo e il Sole sono presenti dodici mesi all’anno. Qui le meraviglie del mondo sommerso sembrano essere approdate direttamente nel nostro mondo.

La barriera corallina in alcuni casi si trova a pochi metri dalla riva e a una profondità che permette  a chi compie i primi passi nell’attività subacquea, di avere un’esperienza diretta e indimenticabile dei suoi colori e del fine ricamo delle sue forme. L’esperienza è particolarmente intensa anche per la bassa profondità alla quale sono presenti le formazioni coralline. A queste profondità infatti arrivano ancora tutte le frequenze della luce visibile, rendendo lo spettacolo di una cromaticità e di una ricchezza uniche al mondo. Il clima è particolarmente gradevole e in inverno non scende mai sotto i 20°. L’aria è quasi totalmente priva di umidità e le temperature, che in estate possono superare i 40°, restano così molto ben tollerate.

pesce tipico del posto

Ma oggi la città riveste una particolare importanza istituzionale essendo stata sede di importanti conferenze internazionali di pace, come quella del 04 settembre 1999, conclusasi con l’accordo che ha deciso il ripristino del controllo palestinese sulla striscia di Gaza. Sharm el Sheikh ha ospitato due incontri del World Economic Forum per il Medio Oriente nel 2006 e nel 2008.

la bella e maestosa moschea di Sharm el-Sheikh

La città si presenta come un grande centro che si articola tra le basse forme  degli edifici e si apre qua e la in grandi spazi aperti ed è disseminata da una varietà multicolore di villaggi turistici e residence. Qui il turista può trovare veramente tutto: ristoranti a tema di ogni genere, animazioni e sport che percorrono tutto lo spettro del possibile, fino alle emozionanti vele trainate in quota da un motoscafo con la possibilità di ammirare da una prospettiva inedita la pulsante costa assolata del golfo.

il mare visto da vicino del turista

Ma ci sono anche le escursioni alla scoperta del deserto e delle montagne con le quali passare una giornata in un luogo fuori dal tempo e ai confini del mondo, per poi tornare alla sera sul mare, per un’ottima cena, lambiti dal fresco della brezza marina.

Luca Roverselli – Redazione

profilo facebook: Luca Roverselli pagina facebook : contg.news pagina instagram : contg_news_emad

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

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