Il Viaggio di Michel Camillo alla Fontana delle Tartarughe di Roma

a cura di Il Viaggio di Cristoforo Colombo /storia

Riprendiamo il discorso sulle fontane di Roma; oggi ci occupiamo della Fontana delle Tartarughe, che si trova nella piccola piazza Mattei, nel rione Sant’Angelo; la fontana è dovuta all’ingegno di Giacomo Della Porta e Taddeo Landini e risale agli anni 1581-1588. I principali materiali impiegati sono il marmo africano e il bronzo.

Secondo il progetto originale, Taddeo Landini avrebbe dovuto realizzare quattro efebi e otto delfini, previsti prima in marmo e poi in bronzo; ma di delfini ne furono realizzati solo quattro, perché la pressione dell’acqua non consentiva l’elevazione prevista.

La Fontana delle Tartarughe è formata da una vasca quadrata con spigoli arrotondati, al centro della quale si trova un basamento con quattro conchiglie. I quattro efebi in bronzo sono disposti in pose uguali e simmetriche e poggiano il piede sui delfini, dei quali tengono in mano la coda; l’altro braccio degli efebi è invece sollevato sull’orlo della vasca.

Le tartarughe (alle quali la fontana deve il nome) furono aggiunte in un restauro del 1658 voluto da papa Alessandro VII; sono generalmente attribuite a Gian Lorenzo Bernini, ma alcuni optano per Andrea Sacchi. Purtroppo nel corso della storia le tartarughe sono state più volte trafugate, ragione per cui quelle che ammiriamo attualmente sono delle copie.

Questa fontana si caratterizza per la prevalenza delle opere scultoree sulla pur complessa e articolata struttura architettonica, arricchita dalla preziosa policromia dei marmi impiegati; risulta evidente la raffinatezza manieristica dell’opera, che si distingue in modo assoluto dallo schema adottato nelle fontane romane della fine del XVI secolo.

La Fontana delle Tartarughe è stata soggetta a restauri nel 1903, nel 1933 e nel biennio 2005-2006.

Michel Camillo-Redazione

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