Il Viaggio di Luca Roverselli in India

a cura della Rubrica Il Viaggio di Cristoforo Colombo / storia

I primi insediamenti di gruppi umani stabili nelle aree geografiche che oggi appartengono all’India risalgono al nono millennio a.C. e nel corso dei secoli si svilupparono prendendo avvio da una moltitudine di realtà sociali policentriche, fino a far fiorire la straordinaria “Civiltà della valle dell’Indo” che risale al quarto millennio a. C.. Questa antica civiltà era geograficamente dislocata nel bacino del fiume Indo, tra l’attuale Pakistan e l’India occidentale. I testi sumeri e accadici narrano del contatto con i popoli dell’Indo con cui avevano intensi rapporti commerciali e culturali e proprio in quel tempo, tra quelle genti, si è formata la nostra immagine profonda del mondo. Tutto ciò che crediamo, tutti i modelli scientifici e filosofici che descrivono la  natura della realtà, si sono formati lì in quei secoli. I concetti più potenti del pensiero umano, capaci di indagare la struttura più intima del mondo, che va oltre il pregiudizio intuitivo di ciò che vediamo con i nostri sensi, nascono in quelle terre alcuni millenni prima della nostra era.

Proprio la comprensione che l’universo possiede una struttura che non si conforma con il modo di pensare dell’uomo e con ciò che ci mostrano i sensi umani, costituirà la piattaforma per lo sviluppo di quelle scienze chiamate fondamentali. Grazie a ciò, oggi quelle scienze sono in grado di descrivere un universo incredibile, il cui tessuto è costituito da molteplici dimensioni nascoste e arrotolate. Grazie a quei fondamenti del pensiero abbiamo anche la consapevolezza che quelli sono comunque modelli utili per una sua rappresentazione e sappiamo che la realtà più profonda delle cose resta comunque oltre la portata dello stato di coscienza dell’uomo. In quel momento l’idea infantile che quello che vedevo costituisse tutto lo spettro del mondo reale era finita per sempre. Quella fu l’era della perdita dell’innocenza. Poi, i Sumeri importano quei concetti e li tingono della loro cultura, dopodiché approdano nella Grecia antica, culla del pensiero occidentale e così abbiamo il celeberrimo “mito della caverna” del filosofo Platone, che spiega che l’essere umano vive in una profonda grotta scorgendo solo delle ombre proiettate su di una parete di quell’antro e crede che quelle forme piatte e scure siano la realtà, non sospettando l’esistenza di un mondo esterno, luminoso e variopinto. Questa breve trattazione per evidenziare l’importanza di quel periodo storico e di quella civiltà e per spiegare le origini del nostro modo di conoscere il mondo, era un passaggio doveroso. Quelle conquiste dell’intelletto umano sono infatti la struttura portante che ha consentito, nel corso di tutta la storia, ogni genere di progresso. Poi nell’antica India venne il periodo vedico che portò alla nascita dell’Induismo. A partire dal 550 a.C. si assiste quindi alla formazione di piccoli regni e repubbliche in tutta l’area del Paese, noti con il nome di Mahajanapada. Nel III Secolo 325 a.C. si forma nell’area dell’India il grande Impero Maurya fondato e governato dalla dinastia Maurya, originaria della zona del Bengala. Le dimensioni di quell’entità politica e militare erano immense, tanto che un secolo dopo la sua fondazione si ritrovava a governare il 40% della popolazione mondiale. L’impresa di unificare tutto il subcontinente indiano sotto la guida di un unico sovrano sarà ripetuta solo vari secoli dopo la caduta dell’Impero Maurya. Nel III Secolo d.C. l’Impero Gupta giunse infatti ad un’estensione massima di 3.500.000 chilometri quadrati.

Sotto questo impero regnò un lungo periodo di pace e di prosperità, favorendo lo sviluppo culturale ed economico del Paese e per questi motivi l’epoca Gupta è nota come “l’età dell’oro dell’India”. Allora la società era suddivisa secondo le credenze induiste e organizzata secondo un rigido sistema di caste. In quei secoli i rapporti commerciali con l’Impero Romano sono continui e proficui e cessano solo nel V Secolo con la caduta dei Gupta parallelamente al dissolversi dell’Impero Romano d’Occidente. Successivamente si assiste alla formazione di nuovi regni che di diffondono soprattutto nelle aree meridionali del Paese. Questo periodo storico sarà culturalmente ricchissimo per il fiorire di arte, scienza e filosofia. Successivamente alcune conquiste intellettuali fiorite qui si diffonderanno nel resto del mondo, esportate dai popoli che verranno in contatto con la cultura indiana. Le conoscenze indiane che hanno portato maggiori frutti in occidente sono state sicuramente quelle che riguardano la matematica. La scienza indiana della numerazione e del calcolo fu infatti importata dagli Arabi per poi giungere in Europa per via spagnola e nel corso di pochi secoli ha permesso di passare dal pallottoliere all’analisi matematica delle più ardite e complesse strutture che descrivono la fisica e la cosmologia contemporanee. Più tardi, tra il X e il XII Secolo, durante le invasioni afgane il Sultanato islamico di Delhi instaura il suo dominio su gran parte del Paese. Il periodo successivo è per l’India il momento di maggiore sviluppo artistico ed economico e il Paese si pone come economia più forte del mondo con un PIL che rappresenta un quarto dell’economia dell’intero pianeta. Parliamo dell’epoca del grande Impero Moghul, sempre di area religiosa islamica. In questi secoli l’architettura indiana raggiunge il suo culmine e l’Imperatore Shah Jahan “Imperatore del Mondo” fa costruire in memoria dell’amata moglie il Taj Mahal, uno degli edifici più belli del mondo, annoverato fra le attuali sette meraviglie. Il secolo successivo l’Impero Moghul inizia il suo declino e l’India ritorna in area religiosa induista sotto l’Impero Maratha. Intanto a partire dal XVI Secolo arrivano da vari paesi occidentali gli Europei. Prima, per un certo periodo, giungono in india come commercianti interessati ai tessuti e alle spezie orientali e poi, approfittando degli attriti tra i vari regni in cui era suddivisa quella vasta area geografica, si presentano come potenze coloniali. A metà dell’Ottocento la maggior parte dell’India si trova così sotto il controllo degli Inglesi, attraverso la “Compagnia britannica delle Indie Orientali”. Nel XX Secolo, dopo decenni di domanazione, durante gli anni Venti e Trenta grazie al movimento guidato dal Mahatma Gandhi milioni di persone furono coinvolte in una campagna di disobbedienza civile e il 15 agosto del 1947 l’India ottenne l’indipendenza dal Regno Unito.

Solo tre anni più tardi l’India diventa una repubblica e sono abolite le caste per volere dello stesso Gandhi, anche se nel vissuto del popolo queste restano sempre più che mai vive e percepibili. Nel 1974 il Paese entra nella cerchia delle potenze nucleari, in seguito ad un esperimento sotterraneo effettuato con la detonazione di un ordigno atomico. Oggi l’India è il secondo paese più popoloso del mondo dopo la Cina, con i suoi 1.390.457.000 abitanti. Nel paese si opera una fra le più rischiose attività al mondo, che ha praticamente solo nella regione del Sud-Asia la sua base operativa. Stiamo parlando della difficile ed onerosa opera di  demolizione delle grandi navi una volta che hanno finito la loro vita operativa così che le migliaia di tonnellate di materiali ferrosi che le compongono devono essere recuperate per il loro riutilizzo all’interno dei più svariati campi industriali. Ma l’India contemporanea è famosa anche per le produzione cinematografiche di Bollyvood e per la sua originale cultura pop. La sua capitale New Delhi, con oltre 20 milioni di abitanti, ospita quella che fu la residenza dell’Imperatore Moghul, il Forte Rosso che al tramonto mostra in tutto il suo fascino il colore della sua caratteristica pietra. Calcutta, capitale del Bengala Occidentale, conserva invece molte memorie del passato coloniale inglese e particolarmente degno di nota è il suo Museo dell’India, che conserva testimonianze di tutta la storia di questo grande Paese.

Il grande porto di Mumbai (Bombay), detto “la porta dell’India”, fa della città il centro commerciale più importante della nazione. Patrimonio dell’UNESCO, il centro cittadino è un suggestivo labirinto di templi scavati con ampie aree sotterranee tra il 450 e il750 d.C. E poi c’è Agra, una delle più belle città dell’India. Fu capitale dell’Impero Moghul tra il XVI e il XVIII Secolo e nella sua area sorge il celeberrimo Taj Mahal. Nel Rajasthan “Terra dei Re” abbiamo un’altra città dotata di un fascino particolare, Jaipur e dalla città, arroccato su di un colle si vede Amber Fort, realizzato in arenaria rossa e marmo nel 1592 e poi ancora Varanasi, la città che risulta abitata dal tempo più antico al mondo.

Ma l’india è anche la natura che nelle vastissime regioni che la compongo passa dalle cime innevate al Nord del Paese, fino ad arrivare sull’oceano dove si distendono immense spiagge assolate. Al centro dell’India abbiamo poi le grandi foreste, popolate da splendidi animali che trovano solo in queste aree geografiche il loro habitat naturale, e che sono una risorsa e un serbatoio di ossigeno e di verde per tutto il pianeta, oltre a saper creare un paesaggio unico nel suo genere.

Luca Roverselli – Redazione

Pubblicato da Emanuele Dondolin

Direttore Responsabile ed Editoriale di Contg.News Iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblici

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: