“GENERAZIONE Z”. LA RUBRICA DEI GIOVANI E PER I GIOVANI.

Per costruire un mondo migliore il popolo più ” evoluto ” o di altra generazione non può non prendere in considerazione il mondo giovanile che in loro si ritrae il nuovo domani , il futuro , la costituzione di una nuova società sempre più al passo con le nuove tecnologie e con una identità molto distante dalle differenze sociali che spesso e volentieri sono state la sorte della distruzione del nostro Paese. Per capire chi sono e cosa fanno iniziamo a conoscerli. Oggi abbiamo con noi Andrea Di Masi che si racconterà rispondendo ad alcune nostre domande. A lui va il nostro grazie anche per la disponibilità intrapresa a collaborare con noi. Andrea, grazie per essere qui. Innanzitutto chi sei e cosa fai nella vita? Ciao, io sono Andrea Di Masi, ho venticinque anni, sono nato a Biella il 29 aprile del 1996 e vivo tutt’ora a Biella, per la precisione in centro. Nella vita ho cambiato parecchi lavori; attualmente sono un operaio in un’officina metalmeccanica e mi occupo del magazzino e del taglio del materiale grezzo. Nella vita ho anche fatto l’animatore turistico nei villaggi: è stata un’esperienza bellissima, che ho fatto a diciotto anni. Penso che sia un lavoro adeguato a quell’età lì, l’età del divertimento e dello svago. Quali sono le tue ambizioni? Sinceramente non ho grandi sogni nel cassetto, mi reputo una persona con i piedi per terra, nel senso che ambisco a una vita regolare, a una famiglia, una casa, un lavoro, una vita molto stabile, insomma una vita normale. Come tutti i giovani, avrai sicuramente delle passioni. Quali sono? Da ragazzino ho praticato per sei/sette anni rugby (nel Biellarugby); è una passione scoperta un po’ per caso, tramite la scuola. Fui poi contattato dalla squadra per fare dei provini e poi scoprii che era uno sport che mi piaceva parecchio: al di là della modalità di gioco, mi piaceva perché è uno sport molto pulito (anche se può sembrare il contrario), proprio per il fatto che insegna il rispetto, una cosa molto importante al giorno d’oggi, sia quello per sé stessi, sia quello per le persone, sia quello per le cose. Un’altra passione che poi è nata è appunto quella dell’animazione, perché sono una persona molto socievole, molto aperta e per questo ho fatto quell’esperienza dell’animazione turistica, perché amo stare a contatto con la gente, parlare, conoscere nuove persone, farsi anche un po’ i fatti degli altri e, in base alla vita che ognuno ha avuto, capire un po’ come ci si può comportare con quella persona. La società, come ben sai, è sempre in continua evoluzione. Quali sono le differenze che hai potuto notare tra la generazione giovanile degli anni ’80 – ’90 e quella degli anni 2000? Io penso che sia in costante evoluzione non solo ogni generazione, ma anche ogni anno e la differenza più grande che posso notare è che il mondo si è un po’ digitalizzato: se una volta i pomeriggi si passavano a giocare a nascondino piuttosto che a fare partite a calcetto, adesso ci si ritrova nel bar e si sta attaccati al telefono, ai social e si è andata un po’ a perdere la comunicazione verbale con le persone. Questa è la differenza che noto di più. Che genere di musica è in vigore al momento e che tipo di musica ti piace? Io, frequentando varie tipologie di età, trovo che tra i giovani la musica che prevale sia il rap, il trap, la canzone con la quale i ragazzi parlano di sé, delle droghe, di questo discorso un po’ spinto… tra i giovani è a parer mio la musica che va di più. Io sono sempre stato appassionato della musica latino-americana, tra l’altro ballo anche a volte questo tipo di musica, quando ho fatto animazione ho dovuto imparare alcuni balli caraibici; però ascoltare la musica baciata è qualcosa che mi fa star bene, l’ascolto tutti i giorni, mi tiene compagnia, mi fa stare sereno. Penso che la musica sia un qualcosa di essenziale, perché permette di pensare e di sognare, ti fa anche dormire a volte e comunque la musica è una grande compagna! Soprattutto si può dire che la musica può aiutare in questo mondo, dove spesso e volentieri c’è questo distacco tra il mondo giovanile e il mondo più maturo, più esperto. Tu per esempio quali differenze trovi tra questi due mondi? Spesso e volentieri a chi si candida per avere un lavoro viene detto “Tu sei troppo giovane!” o “Devi ancora imparare!”. Che differenza vedi tu? Io trovo che tanti giovani di oggi pensano che tutto sia dovuto, di conseguenza vivono un po’ sulle spalle dei genitori e, quando è il momento di cercare lavoro, tanti non si accontentano e perdono un po’ la voglia di continuare a cercare, anche perché comunque, a parer mio, di opportunità lavorative ce ne sono parecchie e il problema è che tante persone ricercano qualifiche, ricercano esperienza e talvolta non permettono ai giovani di fare una sorta di gavetta, perché comunque da qualche parte bisogna cominciare. Però io penso che, se un giovane ci crede davvero tanto, un lavoro lo trova; bisogna comunque uscire di casa e andare a chiedere, perché sicuramente il lavoro non cresce sugli alberi. Volevo chiederti un messaggio per questi giovani che possono sentirsi dispersi nella vita e magari sempre più soli a causa di problematiche familiari. Tu, da giovane quale sei, hai un messaggio per chi si sente abbandonato a sé stesso? Il mio consiglio (più che messaggio) è frequentare tante persone, perché prima o poi trovi quel tipo di persona o di compagnia che non ti esclude, che ti accetta per quello che sei. Inoltre non abbattersi, perché la vita è molto bella e va vissuta con le persone giuste al proprio fianco; di conseguenza bisogna essere molto selettivi, ma anche aperti con tutti. Grazie Andrea e alla nostra prossima puntata o raconto con “Generazione Z” .

Emanuele Dondolin

Un pensiero riguardo ““GENERAZIONE Z”. LA RUBRICA DEI GIOVANI E PER I GIOVANI.

  1. Vedo che in questa epoca sia alquanto cambiata la generazione giovanile, visto che anche io appartengo a quella degli anni 80 e 90, quando ancora non esisteva internet ed i social. Le faccio i complimenti a questo giovane come me, spero di essere fra quella generazione, anche se sono della classe 66.
    Auguri per le sue attivita’ che si devono espandere sempre, malgrado il cambiamento di generazione!
    Colgo l’occasione di invitarti nel mio blog:

    https://lacascinadeisogni.blogspot.com/2021/12/a-cosa-rinuncereste-per-trascorrere-le.html
    Grazie, ti aspetto con i tuoi commenti. Saluti da Siracusa

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