Ritratti Sportivi: LOTHAR MATTHÄUS, POTENZA TEUTONICA

Uno dei più grandi centrocampisti della storia del calcio, un concentrato di potenza e classe.

Quando pensi a un giocatore capace di dominare le partite grazie al suo strapotere fisico è molto probabile che il tuo pensiero finisca a Lothar Matthäus da Erlangen, all’epoca della sua nascita, 21 marzo 1961, parte della Germania Ovest.

Fin dall’infanzia il piccolo Lothar cresce in una famiglia appassionata di calcio, sport che pratica con grande passione.
Le giovanili dell’Herzogenaurach sono il primo passo della sua avventura calcistica che subisce un’accelerazione importante nel 1979 quando entra a far parte del Borussia Mönchengladbach. Cinque stagioni fondamentali per la sua crescita dove inizia a mettere in mostra la sua potenza e una visione di gioco senza eguali tra i suoi pari età e non solo, doti che convincono il Bayern Monaco a portarlo in Baviera.

La sua avventura al Bayern è ricca di successi (tre campionati di Germania) e nel 1988 il presidente nerazzurro Ernesto Pellegrini punta su di lui per costruire una grande Inter. In Italia Matthäus rimane quattro stagioni vincendo lo Scudetto dei record nel 1989 e una Supercoppa Italiana.

Celebri le sue litigate per questioni tattiche con Giovanni Trapattoni. Il tecnico di Cusano Milanino prediligeva una formazione più attenta in difesa, ma Matthäus, leader tecnico ed emotivo della squadra, aveva idee molto più offensive. Alla fine si trovava sempre una quadra perché anche il Trap sa bene che senza il suo leader la squadra è molto più debole tecnicamente e caratterialmente.

Nel corso della sua esperienza interista Lothar Matthäus è uno dei grandi protagonisti della vittoria della Germania al Mondiale di Italia ’90, deciso in finale da una rete del suo compagno in nerazzurro Andy Brehme. Questo successo gli vale la conquista del Pallone d’Oro, il giusto riconoscimento per un centrocampista che ha avuto pochi eguali nella storia del calcio.

Nel 1992, dopo aver combattuto con una serie di infortuni fisici, Matthäus lascia l’Inter per tornare al Bayern Monaco e vivere la seconda parte della sua carriera. Il fisico non è più quello dei tempi migliori, ma l’intelligenza tattica gli consente di vivere una seconda giovinezza da difensore centrale.

Vince altri titoli tedeschi e giocherà la finale di Champions League nel 1999 contro il Manchester United. La famosa partita delle due reti nel recupero degli uomini di Sir Alex Ferguson che valgono la vittoria per gli inglesi. Sono gli ultimi mesi in Baviera di Matthäus che, dopo una breve esperienza in MLS, lascia il calcio giocato per iniziare la carriera da allenatore.

Il percorso in panchina non sarà ricco di soddisfazioni come quello in campo, ma Lothar Matthäus rimane un’assoluta istituzione del calcio mondiale che ha segnato la storia del Novecento calcistico.

Stefano Villa – reporter cooperator

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