Un giocatore che ha scritto intere pagine di record nella storia NBA pur non vincendo il titolo.
John Stockton è uno dei più grandi playmaker nella storia della pallacanestro. La sua carriera sportiva è stata davvero impressionante e legata a una sola maglia, quella degli Utah Jazz dove ha giocato per quasi vent’anni dal 1984 al 2003.
Un campione straordinario nato a Spokane, nello stato di Washington, il 26 marzo 1962. Fin da ragazzino il suo temperamento, unito a un fisico normale, fanno la differenza sul campo da basket e convincono l’Università di Gonzaga a dargli una chance. Qui si mette in luce mostrando grandi abilità nel recuperare palloni e servire assist al bacio per i compagni, ma il fisico non convince troppo gli scout NBA.
Buon per Utah che lo seleziona al Draft 1984 con la pick numero 16. Ai Jazz Stockton crea un rapporto simbiotico con Karl Malone, fisicato lungo che banchetta sotto i tabelloni grazie agli assist del compagno, un’incredibile capacità di passaggio che lo fa diventare il miglior assist-man di sempre, oltre che il leader per palle recuperate.
Durante la sua carriera è stato selezionato 10 volte per l’All-Star Game grazie alle prestazioni con i Jazz che guida a due finali NBA, nel 1997 e nel 1998, perse entrambe contro i leggendari Chicago Bulls di Jordan, Pippen e Rodman.
Nel 2009, a soli sei anni dal suo ritiro, è stato inserito nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, riconoscimento che celebra la sua straordinaria carriera e il suo impatto sul basket. Dopo il ritiro, Stockton si è dedicato ad attività di beneficenza e ha mantenuto un profilo relativamente basso, ma il suo nome rimane indissolubilmente legato alla storia della pallacanestro NBA.
Un re senza corona che ha segnato la storia del gioco inventato dal professor James Naismith.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: JOHN STOCKTON, IL RE SENZA CORONA
