Un uomo che con la sua visione innovativa è riuscito a far uscire dalle sabbie mobili la NBA, facendola diventare una macchina da soldi.
La NBA del 2026 è una lega in continua espansione, un modello che ogni organizzazione sportiva prende come punto di riferimento, ma quando nel 1984 si affacciò un avvocato ebraico di New York di nome David Stern la situazione era ben diversa: tanti problemi da risolvere, ascolti e ricavi in calo, una lega destinata al tracollo.
Stern è stato una figura decisiva per lo sviluppo della NBA che ha gestito in maniera impeccabile la Lega dal primo giorno, facendo crescere tutto il prodotto fino a farlo diventare un’eccellenza all’avanguardia capace di generare profitti miliardari anche nei bacini più piccoli.
I suoi detrattori diranno che Stern è diventato Commissioner nel 1984, pochi mesi prima del Draft di Olajuwon e Jordan. Contemporaneamente l’NBA stava rifiorendo e si era nel bel mezzo della battaglia tra Celtics di Bird e i Lakers di Magic.
Inutile negarlo: Stern è arrivato in un momento in cui la crescita era naturale, ma gli va dato atto di aver saputo investire perfettamente sulle star e sulle personalità dei giocatori che entravano nella Lega.
È stato uno “Star Branding”, capace di sviluppare il brand della NBA partendo dai giocatori singoli, dalle loro peculiarità anche fuori dal campo, piuttosto che partire dalle squadre, una mossa geniale.
Questa è solo una delle innovazioni che sono arrivate nel periodo di David Stern, il genio dietro alla crescita a livello globale della più grande lega di pallacanestro al mondo, un uomo che certamente ha avuto fortuna nel corso del suo trentennio alla guida della National Basketball Association, ma se questa lega è diventata un modello da seguire per ricavi, organizzazione e impatto sull’opinione pubblica mondiale gran parte del merito va dato a David Stern, il Commissioner giusto al posto giusto.
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva: DAVID STERN È STATO L’UOMO DELLA SVOLTA PER LA NBA
