L’opinione sportiva: STADI DI PROPRIETÀ, L’ITALIA NON PUÒ PIÙ RIMANDARE

Un tema che da anni accompagna la quotidianità del mondo sportivo senza però una vera accelerata. Ora non si può più rimandare.

Da tanto, troppo tempo le cronache sportive, soprattutto calcistiche, sono quotidianamente accompagnate dal tema stadio di proprietà. Una situazione che vede coinvolte la maggioranza delle società italiane ma che non trova uno sbocco definitivo nonostante le centinaia di riunioni, tavoli di confronto e summit che si sono svolti con le istituzioni cittadine da nord a sud.

Ci hanno provato per anni Inter e Milan con il comune di Milano arrivando negli ultimi tempi a una quadratura del cerchio dopo un lungo periodo senza successo. Il compianto patron viola Rocco Commisso ha visto il suo progetto arenarsi dopo gli incontri con l’amministrazione di Firenze, stesso discorso fino a questo ultimi giorni per la Roma con la famiglia Friedkin che ha provato a costruire la nuova casa giallorossa non riuscendoci per le solite lungaggini burocratiche che rendono progetti sulla carta plausibili assolutamente irrealizzabili. Ora però qualcosa per i giallorossi sembra muoversi, anche perché a livello italiano non si può tergiversare oltre.

La triste vicenda che ha visto coinvolte nei mesi scorsi le tifoserie di Milan e Inter è solo l’ennesimo problema che la nascita degli stadi di proprietà aiuterebbe a risolvere o quantomeno ridurre, senza dimenticare gli enormi benefici economici che porterebbero ai bilanci dei nostri club, non proprio in perfetta salute.

La scena italiana può ora contare su diverse proprietà forti che sarebbero pronte ad investire per la costruzione di un nuovo impianto, è giunto il momento di superare gli scogli burocratici che portano alla mancata realizzazione di queste opere fondamentali per lo sviluppo economico e sociale delle nostre società.

Se il calcio nostrano, ma il discorso può essere allargato ad altre discipline come basket e pallavolo, vuole rimanere al passo con i tempi l’unica strada da percorrere è quella dello stadio di proprietà.
Speriamo che chi deve intendere, finalmente, intenda…

Stefano Villa – reporter cooperator

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