DALLE VETTE DEL FRIULI AL CUORE DI BIELLA: IL VIAGGIO DELLA “STUFA DELLA MEMORIA

BIELLA / AVIANO – Ci sono oggetti che non sono semplici “cose”, ma custodi
silenziosi di storie, sacrifici e fratellanza. È il caso della straordinaria donazione
avvenuta nei giorni scorsi presso il Museo degli Alpini di Biella, un gesto che
suggella un legame indissolubile tra la Pedemontana pordenonese e le valli
biellesi, nel segno del cappello alpino.
Tutto ha inizio nel maggio 2025, durante l’Adunata Nazionale degli Alpini a
Biella. Tra la folla festante, il Gruppo Alpini di Aviano – Sezione di Pordenone
– decide di visitare il celebre Museo degli Alpini cittadino. Sotto la guida del
Presidente della Sezione di Biella, Marco Fulcheris, le penne nere friulane
rimangono letteralmente rapite dalla bellezza e dal rigore storico dell’esposizione.
A colpire particolarmente i visitatori sono le ricostruzioni fedeli della vita in
caserma e al fronte: scenari che trasudano umanità e fatica. È proprio davanti a
queste scene che scatta la scintilla in una coppia di Castello di Aviano: l’Alpino
Ezio e la moglie Rossella.
Osservando i cimeli esposti, il pensiero di Ezio e Rossella è volato
immediatamente al loro “Graner”, il solaio di casa, dove da decenni era custodito
un pezzo di storia familiare e nazionale: una vecchia stufa/scaldavivande da
trincea, appartenuta a un loro avo alpino.
“Quella stufa ha visto passare generazioni di alpini durante la Grande Guerra, ha
riscaldato mani e cuori in momenti bui,” hanno raccontato i coniugi. “Vederla
chiusa in un solaio ci è sembrato un peccato. Abbiamo capito subito che il suo
posto era qui, nel Museo di Biella, per essere ammirata da tutti e continuare a
testimoniare la nostra storia.”
Detto, fatto. Nei giorni scorsi, il cimelio ha intrapreso il suo ultimo viaggio
partendo dalla piccola frazione di Aviano per giungere a Biella. La consegna
ufficiale è stata un momento di profonda commozione, un passaggio di testimone
che trasforma un oggetto privato in un bene collettivo.
Oggi la stufa da trincea ha trovato la sua collocazione definitiva all’interno del
percorso museale, diventando un potente simbolo di unione tra gli alpini del
Friuli e quelli del Piemonte. Un filo tricolore che unisce le montagne d’Italia,
ricordandoci che, finché ci sarà qualcuno pronto a tramandare queste storie, lo
spirito alpino non morirà mai.

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