La Formula 1 del 2026 è partita con un’intensità che non si vedeva da anni. Le nuove regole tecniche, in particolare quelle sui power unit, hanno ridisegnato la griglia e acceso dibattiti accesi nel paddock. Al centro di tutto c’è la Mercedes, che appare come la squadra da battere in questa stagione che promette di essere una delle più competitive e imprevedibili della storia recente.
Le novità regolamentari del 2026 rappresentano un cambiamento epocale per i propulsori. Il bilanciamento tra motore a combustione interna ed energia elettrica è passato da un 80-20 a un quasi perfetto 50-50, con l’eliminazione del MGU-H (Motor Generator Unit – Heat) e un potenziamento significativo del MGU-K. Il flusso di carburante è stato ridotto drasticamente (da circa 100 kg/h a 75 kg/h), spingendo i costruttori a massimizzare l’efficienza termica e l’energia recuperata. L’obiettivo dichiarato è rendere le monoposto più sostenibili, ma anche più spettacolari, favorendo sorpassi e duelli ruota a ruota grazie a una maggiore dipendenza dall’energia elettrica.
In questo scenario, la Mercedes si presenta come il riferimento per molti addetti ai lavori. Il team di Brackley, guidato da Toto Wolff, ha sviluppato un power unit che equipaggia non solo la propria squadra, ma anche McLaren, Alpine e Williams – un “gang of four” che copre quasi metà della griglia. Le prestazioni mostrate nei test pre-stagionali, prima a Barcellona e poi in Bahrain, hanno confermato il potenziale: velocità di punta competitive, affidabilità solida e un’efficienza energetica che fa invidia. George Russell e il giovane Kimi Antonelli sembrano pronti a lottare per vittorie e podi fin dalla prima gara in Australia, prevista per marzo.
Ma è proprio il motore Mercedes a tenere banco nelle discussioni. Il cuore del dibattito è il compression ratio (rapporto di compressione) del V6 turbo ibrido. Le regole 2026 impongono un limite di 16:1, ridotto rispetto al 18:1 del 2025 per facilitare l’ingresso di nuovi costruttori. Tuttavia, la misurazione avviene a temperature ambiente (freddo, in statico), e qui entra in gioco l’ingegnosità Mercedes: il propulsore rispetta il limite nei test statici, ma in condizioni di esercizio reale – con il motore caldo – il rapporto sale, sfruttando l’espansione termica dei componenti. Questo “trucco” potrebbe valere da qualche decimo a qualche decimo di secondo al giro, una differenza che in F1 può decidere campionati.
Rivali come Ferrari, Honda (Red Bull Powertrains), Audi e altri hanno protestato, chiedendo alla FIA un cambio di procedura: test a caldo invece che a freddo. Wolff ha ammesso che un intervento regolamentare sarebbe “quite damaging” per Mercedes e i suoi clienti, ma ha ribadito la piena legalità del design. “Abbiamo sviluppato tutto in linea con le regole – ha detto – se cambiano, accetteremo e andremo avanti”. La FIA spera di risolvere la questione prima del via, evitando ricorsi in tribunale, ma il tema resta esplosivo: da un lato l’innovazione e lo spingere i limiti (stile Mercedes storico, pensiamo al DAS o agli alettoni flessibili), dall’altro la necessità di equità tra i costruttori.
Nonostante la controversia, Mercedes parte favorita per il titolo. I test hanno mostrato una monoposto equilibrata, con un pacchetto aerodinamico evoluto e un deployment energetico aggressivo. Russell è il pilota di riferimento, ma Antonelli rappresenta la scommessa futura. Tuttavia, la stagione è lunga e piena di variabili.
Red Bull, al debutto con il proprio power unit (dopo la fine della partnership Honda), ha sorpreso tutti. Wolff stesso ha definito la RB22 il “benchmark” attuale, soprattutto per l’energia deployment e la velocità sui rettilinei – Mercedes ha stimato un gap di circa un secondo in certi settori. Max Verstappen resta il pilota da battere, capace di estrarre il massimo da qualsiasi macchina.
Ferrari, con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, ha mostrato sprazzi di velocità pura (Leclerc ha girato forte in Bahrain), ma deve risolvere problemi di affidabilità. McLaren, con Lando Norris e Oscar Piastri, sfrutta il motore Mercedes per puntare in alto, mentre Aston Martin e le nuove entrate come Audi aggiungono imprevedibilità.
Il grande favorito? Mercedes appare in pole position, grazie all’esperienza, ai clienti multipli (che portano dati preziosi) e a un power unit che, almeno per ora, sembra il più avanzato. Ma se la FIA interverrà sul compression ratio, il vantaggio potrebbe ridursi drasticamente, aprendo la porta a Red Bull o Ferrari. In un’era di transizione come questa, l’adattabilità sarà decisiva.
La stagione 2026 è iniziata: Mercedes sembra la squadra da battere, ma il motore che fa discutere potrebbe essere l’ago della bilancia. Il circus è pronto per un mondiale infuocato. Che vinca il migliore – o il più furbo.
