Il Circus della Formula 1 ha acceso i motori per la prima volta nel 2026 al Circuit de Barcelona-Catalunya, in un evento ribattezzato “shakedown” che ha visto 10 delle 11 scuderie (esclusa Williams, optata per un Virtual Track Test) girare per cinque giorni intensi, con tre giorni di running effettivo per team. Non era un test vero e proprio – niente classifiche ufficiali, niente push estremi, solo chilometri preziosi per validare le nuove vetture nate sotto le rivoluzionarie regolamentazioni 2026 – eppure ha già regalato indicazioni chiare: l’era post-ground-effect puro, con power unit più elettriche e telai più snelli, parte con un’affidabilità sorprendente e un feeling di guida che molti piloti definiscono “più divertente”.Le novità tecniche sono radicali e si sentono subito. Il peso minimo è sceso a 768 kg (da 800 kg del 2025, una riduzione di circa 32 kg), il wheelbase massimo accorciato di 200 mm (a 3400 mm), la larghezza ridotta di 100 mm (a 1900 mm), gomme anteriori e posteriori più strette, addio agli wheel arches anteriori e un’aerodinamica che sposta l’equilibrio verso ali attive limitate e un maggiore contributo dal diffusore e dalle pance. L’obiettivo FIA era chiaro: auto più agili, meno “ingombranti”, con sorpassi teoricamente più facili e un ritorno a un handling “da pilota”. E i primi feedback confermano: le vetture sembrano più reattive nei cambi di direzione, meno pesanti sulle spalle del driver e con un sound del motore che, pur con meno scarico termico (fuel flow ridotto drasticamente), mantiene un fascino ibrido aggressivo. Mercedes ha dominato la classifica virtuale dei chilometri: la W17 ha completato oltre 2300 km complessivi (504 solo a Barcellona), con zero problemi di affidabilità degni di nota. George Russell, fresco di rinnovo e con aspettative altissime dopo il dominio Mercedes nell’era 2014, è stato netto: “Non sembra una schifezza, che è già un bonus. La macchina si guida bene, è piacevole, e non è un ‘turd’ come temevamo in alcuni momenti”. Ha lodato anche la rivale Aston Martin di Adrian Newey, definendola “pretty spectacular” e “la più standout” esteticamente e concettualmente tra quelle viste. La AMR26 è arrivata in ritardo (solo un giorno pieno per Fernando Alonso, pochi giri per Lance Stroll) a causa di un programma wind tunnel iniziato con quattro mesi di ritardo, ma il colpo d’occhio è stato impressionante: design aggressivo, soluzioni Newey che fanno già sognare.Ferrari ha chiuso in bellezza: Lewis Hamilton ha siglato il giro più veloce dell’ultimo giorno (1:16.348), completando 209 giri con la SF-26 e definendo l’esperienza “ hugely enjoyable” e le nuove vetture “a little bit more fun to drive”. Il sette volte campione ha sottolineato come la SF-26 sia già un buon punto di partenza, con un feeling che permette di spingere di più rispetto alle aspettative. Charles Leclerc ha completato il quadro con giri consistenti, confermando che Maranello ha interpretato bene il nuovo bilanciamento 50-50 tra ICE e MGU-K (ora molto più potente).McLaren ha accumulato oltre 1350 km con la MCL40, Lando Norris e Oscar Piastri hanno lodato la progressione e la facilità di guida, mentre Red Bull (con la power unit Ford-Red Bull Powertrains) ha mostrato un avvio cauto ma solido, con Max Verstappen e Sergio Pérez che hanno testato in condizioni miste senza grossi drammi. Tra i newcomer, Cadillac (ex Andretti con motori GM) ha faticato di più: Valtteri Bottas ha ammesso “a mountain to climb”, con tempi alti e feeling da affinare, mentre Audi ha completato giri ma con evidenti margini di crescita. Il bilancio generale? Affidabilità shockingly alta rispetto al caos del 2014: pochissimi stop, zero incendi o guasti catastrofici alle power unit. James Allison (technical director Mercedes) ha parlato di “piacevole sorpresa” sulla robustezza generale. I piloti sentono la differenza: meno inerzia, cambi di direzione più rapidi, ma attenzione ai sorpassi – Esteban Ocon (Alpine) ha già avvertito che potrebbero essere “difficili” con queste forme più compatte e meno turbolenza generata dal diffusore. Ora lo sguardo va ai test ufficiali in Bahrain (11-13 e 18-20 febbraio), dove arriveranno upgrade, simulazioni di gara e prime vere comparazioni. Mercedes parte favorita per l’esperienza nelle regolamentazioni motoristiche, Ferrari per il feeling iniziale e Aston Martin per il genio di Newey. Ma in F1 2026, con tutti partiti “da zero” su un foglio bianco così grande, le sorprese sono dietro l’angolo. La stagione partirà il 6-8 marzo in Australia: sarà un campionato più “umano”, con piloti al centro e meno dipendenza dall’aerodinamica estrema. Dopo Barcellona, l’hype è alle stelle. E voi, chi vedete davanti a Melbourne?
