#sport#GLORY Rivoluziona la Kickboxing nel 2026: la Nuova Era Inizia ad Aprile a Rotterdam. Articolo di Antonio Borsa

La kickboxing sta per vivere una delle sue rivoluzioni più attese degli ultimi vent’anni. GLORY Kickboxing, la promotion numero uno al mondo, ha appena lanciato la bomba: nel 2026 torneranno i grandi tornei Grand Prix a otto uomini, con finali in una sola notte, titoli mondiali in palio e un format che richiama i fasti d’oro del K-1. Non più card lineari con cinque-sei match principali ma serate esplosive dove un solo KO può cambiare la storia di una divisione.
L’annuncio ufficiale è arrivato a gennaio 2026 direttamente dal CEO Marshall Zelaznik: “Dopo il successo del Last Heavyweight Standing, siamo entusiasti di espandere questo format rivoluzionario su più divisioni. È una nuova era per GLORY”. Il primo capitolo si apre il 25 aprile 2026 con GLORY 107 al RTM Stage di Rotterdam, Paesi Bassi – la culla storica della kickboxing europea.
Qui partirà il torneo dei pesi light heavyweight (-95 kg): sei match di qualificazione determineranno sei finalisti, che si uniranno al campione in carica (o a un wildcard) per un Grand Prix a otto uomini in programma a giugno, sempre in Olanda. Una notte, quarti, semifinali e finale: chi vince porta a casa il titolo mondiale vacante o in palio. Il format si ripeterà poi per i pesi welterweight e heavyweight nel corso dell’anno, con eventi che promettono di diventare i nuovi “must-see” del calendario combat.
Perché proprio ora? Il timing non è casuale. GLORY sta cavalcando l’onda del Last Heavyweight Standing, il torneo a eliminazione diretta che ha tenuto banco per tutto il 2025 e culminerà il 7 febbraio 2026 al GelreDome di Arnhem con la finalissima per il titolo vacante dei pesi massimi. Otto colossi – tra cui nomi caldi come Mory Kromah (che ha appena sostituito l’infortunato Antonio Plazibat contro Michael Boapeah), Levi Rigters, Donegi Abena e altri – si sfideranno in una sola sera per incoronare il nuovo “King of Kickboxing”. L’evento ha già generato hype enorme, con highlight virali e view da record.
Zelaznik lo ha capito: i fan vogliono dramma, imprevisti e azione non-stop. I tornei one-night del vecchio K-1 (ricordate i Grand Prix con Ernesto Hoost, Peter Aerts, Andy Hug?) producevano leggende in poche ore. GLORY vuole replicare quella magia, ma con atleti moderni, produzione top-level e streaming globale. “È il modo migliore per premiare i fighter più completi e resistenti”, ha spiegato il CEO. “Non solo skill, ma cuore e strategia: chi sopravvive a tre match in una notte merita il trono”.
Il buzz è già altissimo. Su social e forum specializzati si parla di possibili partecipanti bomba: per i light heavyweight potrebbero entrare in gioco nomi come Donegi Abena (se non vince l’heavy), Tarik Khbabez o emergenti come Milos Cvjeticanin (Fighter of the Year 2025). Nei welter si sogna un mix tra veterani e giovani killer come Chico Kwasi o Troy Jones. E negli heavyweight? Dopo la finale del 7 febbraio, il vincitore difenderà in un Grand Prix full-optional.
Non è solo business: è un ritorno alle radici. La kickboxing negli ultimi anni ha sofferto la concorrenza di MMA e boxing, ma GLORY con questo format punta a riconquistare il pubblico old-school e attrarre nuovi fan con serate “da brividi”. Immaginate: un fighter entra esausto in finale dopo due guerre, ma trova l’energia per un flying knee da KO virale – proprio come quello di Mory Kromah su Bahram Rajabzadeh a GLORY 100, votato Knockout of the Year 2025 e condiviso da star come The Rock e Anthony Joshua.
Per i fighter è un’opportunità d’oro: un solo torneo può lanciare una carriera o consacrare una leggenda. Per i fan, è adrenalina pura. E per GLORY? Un modo per distinguersi da ONE Championship (che spinge sulla kickboxing asiatica con eventi settimanali) e tornare al centro della scena globale.
Il conto alla rovescia è partito: prima la finalissima dei pesi massimi il 7 febbraio, poi l’inizio ufficiale della rivoluzione il 25 aprile. La kickboxing 2026 non sarà più la stessa.

Lascia un commento