BIELLA: CONTRASTO AL LAVORO IRREGOLARE. I CARABINIERI DEL N.I.L. SCOPRONO UN FALSO APPALTO DI SERVIZI E LAVORATORI “IN NERO”.

Prosegue senza sosta l’attività di vigilanza del Nucleo Carabinieri Ispettorato del
Lavoro di Biella, finalizzata al contrasto dell’interposizione illecita di
manodopera e alla tutela dei diritti dei lavoratori.
Al termine di una meticolosa attività ispettiva, condotta congiuntamente al
personale ispettivo dell’INPS, i militari hanno proceduto al controllo di una
società operante nel settore dei pubblici esercizi sul territorio biellese. Gli
accertamenti hanno permesso di portare alla luce un complesso meccanismo di
appalto non genuino.
Dalle verifiche è emerso che l’azienda locale utilizzava personale formalmente
assunto da un’altra società situata nel Centro Italia. Tuttavia, dietro lo schermo di
un regolare contratto di appalto, si celava una vera e propria interposizione
illecita di manodopera.
Secondo la normativa vigente, l’appalto è genuino solo se l’appaltatore organizza
i mezzi necessari e assume su di sé il rischio d’impresa. Nel caso in esame, invece,
la società appaltatrice si limitava a fornire mere prestazioni lavorative: i
dipendenti non avevano alcun contatto diretto con la propria sede legale, tanto
che persino i colloqui di selezione erano stati gestiti direttamente dall’azienda
utilizzatrice di Biella.
Oltre all’irregolarità contrattuale dell’appalto, i Carabinieri hanno accertato che
alcuni lavoratori erano stati avviati all’attività lavorativa in totale assenza di
contratto, configurando la fattispecie del lavoro “in nero”.
A seguito delle violazioni riscontrate, sono state comminate sanzioni pesanti per
i responsabili di entrambe le società coinvolte:
• Sanzioni: per un importo complessivo di € 30.000 circa;
• Recupero contributivo: l’utilizzatore dovrà versare nelle casse degli enti
previdenziali la somma di € 2.500 circa.
Il Nucleo Ispettorato Carabinieri del Lavoro ha già avviato d’ufficio le procedure
per la regolarizzazione definitiva dei rapporti di lavoro, garantendo ai dipendenti
il ripristino delle tutele previste dalla legge.
Per quanto concerne gli eventuali profili di rilevanza penale connessi alla
vicenda, le posizioni dei responsabili sono attualmente al vaglio, pur non
risultando allo stato attuali contestazioni definitive in tal senso.

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