L’opinione sportiva: LA SCARPA D’ORO È UN PREMIO ANCORA APPREZZATO?

Nel corso della sua storia il premio che finisce al miglior goleador è stato vittima di imbrogli e truffe: nel 2026 serve ancora assegnare questo trofeo?

La Scarpa d’Oro in passato è stato un premio che poteva valere un importante salto in avanti per le carriere dei centravanti, specialmente quelli che anche grazie a questo trofeo sono riusciti a trovare un ingaggio in campionati di livello superiore.
Sono numerosi i casi di punte che hanno compiuto una parabola in crescendo dopo aver conquistato questo alloro, tuttavia nel corso degli anni sono stati diversi i tentativi di imbrogli e truffe. Alcuni riusciti e altri meno.

Il caso più emblematico rimane certamente quello dell’edizione 1987 quando la Scarpa d’Oro venne vinta dal centravanti della Dinamo Bucarest Rodian Camataru. Un assoluto ciclone che si abbatté sul campionato rumeno dove vinse la classifica cannonieri con 44 reti, un record straordinario all’apparenza ma che nasconde una truffa senza precedenti.

Infatti Camataru mise a segno 21 gol nelle ultime 7 giornate, un’accelerazione improvvisa che gli permise di superare l’austriaco Toni Polster, punta vista poi al Torino, che segnò 39 reti. Un finale in crescendo che destò diversi sospetti considerando che Camataru siglò tutte le reti della Dinamo in quelle partite, ma alla fine la truffa venne a galla: la federazione, con la compiacenza delle squadre avversarie e degli arbitri, truccò le gare per consentirgli di vincere la Scarpa d’Oro e dare così lustro al movimento calcistico romeno, allora sotto l’egemonia di Nicolae Ceausescu.

France Football, una volta scoperta la combine, tolse giustamente il premio a Camataru (anche se la punta ancora oggi sostiene la sua innocenza) per assegnarlo a Polster, ma quel caso fece cambiare i parametri di assegnazione che all’epoca premiavano semplicemente chi segnava di più. Da allora vengono conteggiati coefficienti di difficoltà in base al campionato.

Questa riforma ha fatto sì che il premio da quel momento finisse sempre ai migliori bomber dei principali campionati europei, ma a questo punto la Scarpa d’Oro ha ancora ragione d’esistere oggi?
Nell’opinione di chi scrive questo premio non sposta molto nelle carriere di chi lo vince e rischia di portare a finali di stagione dove una squadra cerca solamente di far segnare il suo centravanti ad ogni azione in maniera stucchevole e privandoci dello spettacolo del gioco in tutte le sue forme.

Vedremo se la Scarpa d’Oro continuerà ad essere un premio ambito o se diventerà, come nel pensiero di chi sta scrivendo e come sembra dagli ultimi anni, un’appendice senza tanto senso.

Stefano Villa – reporter cooperator

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