Ritratti Sportivi: MUHAMMAD ALI, L’UOMO CHE SCOSSE IL MONDO

Limitarci a guardare la sua grandezza nel mondo del pugilato è riduttivo: ecco la storia di una vera e propria icona mondiale.

Per parlare del personaggio protagonista del Ritratto Sportivo di oggi dobbiamo fare un viaggio e tornare con la mente a Louisville, Kentucky in una fredda giornata del gennaio 1942. Alla famiglia Clay nasce un bimbo a cui viene dato il nome di Cassius Marcellus Clay. Ancora non lo sappiamo, ma in quel momento è venuto al mondo il più grande pugile della storia, anche se il suo impatto sarà decisamente maggiore fuori dal ring dove vincerà le battaglie più importanti per sé e per tutta la popolazione afroamericana.

Un uomo che ha saputo cambiare il corso della storia tramite le sue azioni, specialmente fuori dal ring, con il suo rifiuto di andare a combattere in Vietnam con tutte le conseguenze che ne derivarono. La Sliding Door che ha cambiato la sua vita.

Eppure già solo le sue imprese nella boxe, disciplina che ha iniziato a praticare a 11 anni quando denunciò a un poliziotto il furto della sua amata bicicletta rossa e questi lo invitò a partecipare a un allenamento, basterebbero per introdurlo nella ristretta cerchia dei più grandi sportivi della storia. La vittoria dell’Oro alle Olimpiadi di Roma appena diciottenne, le sfide con Sonny Liston, Joe Frazier e George Foreman e le conquiste dei titoli mondiali sono le tappe più splendenti di un percorso straordinario.

Dopo il ritiro, avvenuto nel 1981, ad Alì viene diagnosticato il morbo di Parkinson, l’inizio di una lunga battaglia che combatte con dignità e senza nascondere la sua condizione. Sono ancora negli occhi di tutti le immagini della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Atlanta 1996 quando fu proprio Alì l’ultimo tedoforo ad accendere il braciere olimpico tenendo ferma la torcia nonostante l’avanzare della malattia.

Nel 2016 il mondo perde un’Icona capace di prevaricare i tempi lottando per le cause di chi non aveva voce. Un ragazzo nato come Cassius Clay e volato via come Muhammad Ali.

Stefano Villa – reporter cooperator

Lascia un commento