Il 2 agosto 1959 il fuoriclasse brasiliano realizzò quello che a suo dire è stato il gol più bello di una carriera leggendaria, peccato che lo videro solo i presenti allo stadio.
San Paolo, Brasile, 2 agosto 1959. Allo stadio Rua Javari va in scena la sfida tra Santos e Clube Atletico Juventus, un match senza storia che termina 4-0. Nelle fila del Santos milita un ragazzo di diciotto anni che dodici mesi prima aveva guidato il Brasile alla conquista del suo primo titolo mondiale. Si chiama Edson Arantes do Nascimento, ma il mondo lo sta imparando a conoscere come Pelé.
Quel giorno di agosto di fine Anni ’50 il brasiliano dribbla un avversario e poi effettua tre sombreros consecutivi prima di depositare in rete il pallone con un colpo di testa.
Un capolavoro che fece rimanere di stucco tutti i presenti che gli dedicarono una standing ovation di oltre dieci minuti, un boato che rimane impresso nella mente del fuoriclasse brasiliano.
Di quella magia, però, non ci sono tracce video e fotografiche. Esiste solo il racconto orale di chi vide dal vivo quella meravigliosa mai ammirata prima e un articolo di giornale della Folha de Sao Paulo che, per fortuna, aveva un giornalista sugli spalti. Una sorte simile alla prestazione da 100 punti di Wilt Chamberlain che nessuno, esclusi i presenti, poté vedere.
Una storia ammantata da un velo di mistero, almeno fino al 2009 quando Pelé si mise a disposizione di una squadra di esperti informatici per replicare a computer quella magia senza tempo che oggi può essere visionata su tutte le piattaforme online.
Finisce così in maniera positiva la storia di una rete incredibile che in pochi videro, uno degli oltre 1200 gol del giocatore più forte di sempre.
Stefano Villa – reporter cooperator
L’opinione sportiva: PELÉ E IL GOL PIÙ BELLO CHE NESSUNO VIDE …
