L’Orchestra Filarmonica Biellese è nata nel 1971, fondata dal Maestro Emilio Straudi. Emilio,
diplomatosi in Violino presso il Conservatorio G. Verdi di Torino, sotto la direzione del maestro
Michelangeli, si è perfezionato in composizione, direzione di coro e d’orchestra presso l’Accademia
Chigiana di Siena. Ha diretto per quarant’anni la Banda Cittadina G. Verdi, il coro Luigi Maria Magi
e la Mandolinistica Biellese.
I concerti, eseguiti nel Biellese e nelle province limitrofe, sono stati più di 200 riscontrando sempre
un buon successo tra il pubblico grazie ai godibili programmi che hanno spaziato dalla musica
barocca al romanticismo, passando per le opere e le operette ed in particolare alla musica viennese
resa intramontabile dalla famiglia Strauss.
Tutti i concerti sono gratuiti, garantendo la possibilità a chiunque di godere del piacere
dell’ascolto: l’Orchestra è sempre vissuta grazie alle donazioni di fondazioni e di privati
amanti della musica, avendo come obiettivo di diffonderne l’ascolto e di permettere ai giovani
talenti di esibirsi.
Nelle file dell’Orchestra hanno militato, potendo crescere artisticamente, giovani che si sono distinti
a livello nazionale ed internazionale del calibro di Fabrizio Patrucco, Massimo Folli, Pier Giorgio
Morandi, Fabrizio Pavone, Sarabeth Guerra, Anais Drago, Camilla Patria e molti altri.
Con l’Orchestra hanno collaborato figure di spicco del panorama artistico italiano come il
violinista Ermanno Molinaro1
, il violoncellista Renzo Brancaleon2 ed il mandolinista Carlo
Aonzo3
.
Hanno raccolto il testimone (o meglio la “bacchetta”) dal M° Emilio, scomparso nel 2017, il
M° Manuel Filisetti, diplomato in pianoforte, composizione, direzione ed il M° Fulvio Angelini,
noto flautista e direttore di parecchi ensemble bandistici, coadiuvati dal presidente
1 Ermanno Molinaro è stato, dal 1970 al 1980, docente di violino presso il conservatorio “G. Verdi” di Torino e all’attività
di violinista alterna quella di direttore d’orchestra di importanti formazioni orchestrali. Ha suonato in tutta Europa,
Giappone e America, nelle più prestigiose sale da concerto. Ha collaborato con l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli,
l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Sinfonica di San Paolo ed altre
ancora.
2 Renzo Brancaleon ha avuto una brillante carriera di concertista e camerista in Italia e in America latina, ma fu per molto
tempo legato a Torino, dove negli anni 60 iniziò il suo rapporto con l’Orchestra Sinfonica della Rai diventando primo
violoncello. Parallelamente insegnò prima al Conservatorio di Genova e poi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino
dove, da straordinario didatta, ha formato generazioni di violoncellisti.
3 Carlo Aonzo, mandolinista italiano di fama internazionale, docente presso i Conservatori N. Piccinni di Bari e G.
Frescobaldi di Ferrara, è nato e cresciuto a Savona dove ha mosso i primi passi sotto la guida del padre nel Circolo
Mandolinistico “G. Verdi”.
Dopo aver conseguito il diploma in mandolino col massimo dei voti e lode al Conservatorio di Padova nel 1993, ha
collaborato con prestigiose istituzioni come l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, il Maggio Musicale
Fiorentino, la Nashville Chamber Orchestra (USA), la McGill Chamber Orchestra di Montreal (Canada), la Philarmonia di
San Pietroburgo (Russia), i Solisti da Camera di Minsk (Bielorussia), il Schleswig-Holstein Musik Festival (Germania).
Tra i suoi riconoscimenti si annoverano il Primo Premio assoluto e premio speciale “Vivaldi” al Concorso Internazionale
“Pitzianti” di Venezia nel 1993 e il Primo Premio al Walnut Valley National Mandolin Contest a Winfield, Kansas (USA) nel 1997.
dell’associazione, clarinettista nonché anch’egli direttore di banda, M° Dott. Paolo
Avogadro.
Attualmente l’Orchestra consta di circa venticinque elementi divisi tra archi (violini, viole, violoncelli, contrabbassi) e legni (flauti, oboe, clarinetti, fagotti), molti dei quali diplomati, provenienti da Biellese, Valsesia, Vercellese e Torinese. I giovani musicisti rappresentano una quota importante dell’organico garantendo così la continuazione di un’eccellenza
artistica biellese.
