Un personaggio che ha ridisegnato il ruolo di allenatore: epiche le sue sfide dialettiche con Helenio Herrera
Nereo Rocco ha scritto numerose pagine della storia del calcio italiano, in particolare del Milan con cui ha vinto due campionati, tre Coppe Italia, due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe e una Coppa Intercontinentale, ed ha messo in piedi una delle rivalità più intense e più teatrali della storia del calcio con il tecnico dell’Inter Helenio Herrera, una rivalità basata sul reciproco rispetto che ha infiammato il derby della Madonnina per tutti gli anni sessanta.
Da tutti considerato un tecnico catenacciaro, “il Paròn” (il Padrone, questo il suo soprannome), ha più volte smentito questa nomea: ad esempio nella stagione 1967/68 il Milan di Rocco ha vinto il Campionato con 9 punti di vantaggio sul Napoli chiudendo con 53 gol all’attivo (miglior attacco) e 24 reti subite (seconda miglior difesa alla pari con i partenopei) grazie alla vena realizzativa di Pierino Prati, capocannoniere del Campionato, Gianni Rivera e Angelo Benedicto Sormani.
Oltre ai rossoneri, Rocco ha allenato Torino, Treviso, Triestina, Padova e Fiorentina, dimostrando in tutte queste squadre un talento che solo i più grandi allenatori hanno messo in pratica su una panchina da quando è stato inventato questo meraviglioso sport.
Sotto la guida del “Paròn” sono nati tantissimi allenatori del futuro: Enzo Bearzot, il CT Campione del Mondo nel 1982, che ha chiuso la sua carriera da giocatore ai suoi ordini e ha imparato le nozioni del mestiere come suo vice.
Oltre al “Vecio” un figlio tecnico di Rocco è Giovanni Trapattoni, una delle due “cocorite” insieme al compianto Giovanni Lodetti della mediana rossonera di quegli anni che risultò decisiva per la conquista di vari trofei, che da lui ha imparato l’organizzazione difensiva.
Gigi Simoni che ha appreso il lavoro quotidiano da svolgere durante gli allenamenti, mentre Nevio Scala come Rocco ha utilizzato in carriera un 4-4-2 organico con poche differenze dal metodo del “Paròn”, riuscendo ad adattare un modulo ai tempi che passano.
Una carriera costellata di successi quella di Nereo Rocco, un triestino dalla battuta sempre pronta che ha creato uno dei progetti più vincenti della storia del Milan che negli anni ’60 ha cercato di resistere allo strapotere cittadino dell’Inter e, grazie alle metodologie di Rocco, è riuscita a non soccombere rispetto ai rivali nerazzurri.
Rocco ci ha lasciati il 20 febbraio del 1979, ma i riconoscimenti sono continuati anche dopo la sua morte: infatti gli è stato intitolato lo stadio di Trieste ed è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2012.
Riconoscimenti più che meritati da un uomo che ha vissuto una lunghissima carriera in panchina e che forse meritava qualche trofeo in più per quanto ha fatto vedere in tutte le 787 partite disputate in Serie A, ma la sua impronta resterà per sempre nella storia del calcio italiano.
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: NEREO ROCCO, IL PARÒN CHE HA RIVOLUZIONATO IL CALCIO ITALIANO
