Un campione capace di vincere sette mondiali prima di quel maledetto incidente di Maribel che ha segnato la sua esistenza.
Chiudete gli occhi è immaginate il pilota moderno, quello capace di ripetere giro dopo giro lo stesso tempo. Probabilmente la vostra scelta ricadrà su Max Verstappen, ma prima di lui c’è stato un grande campione capace di tenere alta la concentrazione praticamente ad ogni giro, nemmeno fosse un robot: Michael Schumacher, il kaiser capace di vincere sette Campionati del Mondo di Formula Uno, due con la Benetton e ben cinque con la Ferrari.
Fin dai primi anni della sua carriera gli addetti ai lavori capirono il grande potenziale di questo pilota. Per farvi capire l’impatto avuto dal tedesco in Formula Uno ecco un breve estratto del libro “Schumacher, la leggenda di un uomo normale” di Leo Turrini (Mondadori). In questo passaggio parla Riccardo Patrese, pilota di grande esperienza che sul finire della carriera condivise il box con un giovane Schumi: “Controllai allibito i dati del computer: era proprio vero, non c’erano errori di cronometraggio. Fu un momento imbarazzante: per la prima volta, dopo sedici stagioni di Formula Uno, dovevo accettare l’idea di aver incontrato un compagno di squadra nettamente più forte di me. La conseguenza era ovvia, dovevo rassegnarmi alla pensione”.
Negli anni sono stati tanti i rivali che hanno battagliato con lui nel corso di vent’anni di epiche sfide: dal compianto Ayrton Senna a Sebastian Vettel, passando per Jacques Villeneuve, Mika Hakkinen, Fernando Alonso, Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen. Tutti si sono dovuti inchinare al suo strapotere in pista, compreso il fratello Ralf.
La gloria eterna l’ha raggiunta in Ferrari. Dopo tutto date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un’automobile, sicuramente la farà rossa: il connubio migliore di sempre.
La chimica che si è venuta a creare in Ferrari con Jean Todt e Ross Brawn è un qualcosa di unico nella storia delle corse automobilistiche, un concentrato di esperienza e capacità tattiche che hanno segnato la storia del motorsport. Proprio l’ex presidente della FIA è uno dei pochi amici che può accedere al suo capezzale dopo quel disgraziato 29 dicembre 2013 quando un incidente sulle piste da sci di Maribel lo ha rilegato in un letto, con la moglie Corinna sempre al suo fianco.
Un uomo che ha passato la sua vita a correre a tutta per soddisfare la sua fame di competizione e che da oltre dieci anni è costretto a combattere con la morte in un letto. Quanto può essere crudele la vita, e con Michael Schumacher lo è stato in maniera assoluta,
Stefano Villa – reporter cooperator
Ritratti Sportivi: MICHAEL SCHUMACHER, UNA FONTE D’ISPIRAZIONE
